Ultimo aggiornamento  12 dicembre 2019 14:10

Chrysler Ghia Gilda: l'auto venuta dallo spazio.

Marco Perugini ·

Un’astronave su quattro ruote: così appare la Chrysler Ghia Gilda del 1955, una delle auto più rivoluzionarie della storia, frutto del genio di Giovanni Savonuzzi, responsabile centro stile Ghia. Le sue linee sono ispirate al jet X-1 Bell, il primo a superare il muro del suono nel 1947, e alle curve di Rita Hayworth che turba il mondo con il film “Gilda” nel 1946. Proprio a richiamare gli effetti sul pubblico della diva di Hollywood, l’auto è concepita per ospitare un’avveniristica motorizzazione con turbina a gas, in grado di proiettare la vettura alla velocità di 225 km/h, stratosferica per l’epoca. Alle sue prime apparizioni il prototipo è equipaggiato però da un più pragmatico motore Osca di 1.500 centimetri cubici, poi rimpiazzato sull’unica Gilda tuttora esistente dalla turbina originariamente prevista.

Tutto nasce dall’argilla

La scintilla scocca nel 1954, quando Savonuzzi rimane affascinato da un modellino senza ruote in argilla sulla scrivania di Virgil Exner, direttore del design Chrysler. L’opera ricorda più un motoscafo che un’auto, ma interpreta la concezione di aerodinamicità di Exner. La Casa di Detroit sta infatti cercando nella Carrozzeria torinese un interlocutore in grado di trasformare in realtà la vision futuristica americana delle quattro ruote. Già allora si tentava di costruire un ponte sinergico tra USA e Italia che nei giorni nostri trova espressione nell’asse Detroit-Torino di FCA.

Da Torino agli USA

La Chrysler Ghia Gilda viene presentata al Salone di Torino nel 1955 e le sue linee aeronautiche affascinano tutti. Lo stupore nasce anche dal ritrovare in un’auto i tratti distintivi dei razzi e dei vettori spaziali con cui Stati Uniti e URSS si sfidano per l’egemonia mondiale. La forma schiacciata e le pinne posteriori influenzano altre auto a firma Ghia, dalla Chrysler Dart fino alla Ferrari 410 Superamerica Coupè, ma una linea di cintura così bassa si ritrova in auto mitiche come Jaguar E-Type, Lamborghini Miura ed Alfa Romeo Spider Duetto. La Gilda è poi esposta nell’ottobre del 1955 all’Henry Ford Museum di Dearborn, nel Michigan. Nel 2001 viene acquistata per 125.000 dollari dal collezionista Scott Grundfor che la riporta in Italia nel 2009 per sfoggiarla al Concorso d’Eleganza Villa d’Este a Cernobbio.

Dal 27 maggio in mostra negli USA

Oggi l’auto si trova negli Stati Uniti e sarà possibile ammirarla dal 27 maggio al 9 ottobre a Nashville, nel Tennessee, nella mostra “Bellissima! Il Rinascimento dell’auto italiana”. La kermesse accende i riflettori su 19 auto e 3 moto dell’Età dell’Oro della nostra industria motoristica. Oltre che per la Gilda, occhi sgranati su: Alfa Romeo 6C 2500 S (1946), BAT 5 (1953), BAT 7 (1954) e BAT 9 (1955); ATS 2500 GT (1963); Bizzarrini 5300 Strada (1968); Chrysler Turbine Car (1963); Cisitalia 202 SC (1950); Cunningham C3 Continental (1952); Ferrari 250 GTO (1962), 365 P Tre Posti (1966) e 400 Superamerica (1961); Fiat 8V Supersonic (1953); Lamborghini Miura S (1970); Lancia B52 Aurelia PF200 Spider (1952) e Stratos HF Zero (1970); Lincoln Indianapolis (1955); Maserati A6G 2000 Zagato (1955). Le due ruote sono rappresentate da Ducati 750 Super Sport (1974), Moto Guzzi V-8 (1957) e MV Agusta 750 Sport (1973).

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