Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2018 06:55

Le Cadillac fanno anche il caffé.

Flavio Pompetti ·

New York – Venga a prendere un caffè alla Cadillac. Apre al pubblico il 2 giugno su Hudson Street a Manhattan il Cadillac Cafè: un misto di casa della moda, profumeria, banco da caffè, galleria d’arte, con lo sfondo delle auto della casa casualmente distribuite su 1.100 mq. di salotto, al centro della città, tra Soho e il West Village.

L'eccellenza Usa

Non è una scelta di poco conto: solo due anni fa lo spot pubblicitario della Cadillac più aggressivo nel contenuto e più innovativo nello stile era quello della ELR, ancora centrato sull’uomo rude del midwest, che snobba le indulgenze europee, tra le quali “lo struscio di fronte al bar”, come dice nel filmato il manager di mezza età che sembra uscito da Camp Lejeune, la base che forma i marines.

Per lunghi decenni il marchio con la corona d’alloro ha rappresentato l’eccellenza dell’automobilismo americano in perfetta solitudine nel panorama nazionale. Quando è stato minacciato e poi superato dalla concorrenza straniera, ha reagito chiudendosi a riccio intorno alla difesa etnica, e molti dei suoi clienti tradizionali, specie i più anziani hanno continuato a comperare le auto della casa come una scelta di bandiera, rifiutandosi di salire sulle Beemers che sceglievano i loro figli.

New York New York

La svolta è avvenuta l’anno scorso, dopo la caduta e la rinascita dell’intero gruppo GM, e dopo il tramonto della città di Detroit nell’universo automobilistico americano.  Al momento di ricostruire l’immagine del brand e assegnargli una nuova sede centrale, la scelta è caduta su New York e sul palazzo neo rinascimentale al 330 di Hudson Street, così come la selezione per il nuovo amministratore ha premiato uno straniero: il sudafricano Johan De Nysschen, chiamato ad interpretare il nuovo corso.

Può un caffè cambiare il corso delle dinamiche di mercato, anche se viene dalla premiata torrefazione Joe Coffee, uno dei portabandiera della riscoperta americana del concetto del bar? La Cadillac ci crede: al momento le sue vetture di pari dotazione e di simili prestazioni rispetto a BMW e Mercedes hanno prezzi di listino inferiori di almeno 2.000 dollari, che non si spiegano con la semplice aritmetica dei costi di produzione. La differenza è appunto l’aroma, quella sostanza impalpabile che fa dei due marchi tedeschi la quintessenza del lusso.

Arriva Visionaire

A colmare il divario, oltre al nuovo crossover XT5, la casa ha chiamato il gruppo mediatico Visionaire che al Cadillac Cafè allestirà mostre a rotazione di modelli di annata. La profumeria 12:29 che ha confezionato prodotti personalizzati per Lady Gaga e Rodarte farà debuttare una essenza Cadillac per l’occasione, e il modista Timo Weiland, da alcuni anni associato agli eventi della casa, avrà nella sede banchi estemporanei che venderanno i suoi vestiti.

Tra Infiniti e Tesla

La città di New York sta interpretando il passaggio epocale tra l’immagine di un industria radicata  nella fabbrica, nel metallo e nella ruggine della rust belt, e quella eterea di un prodotto che sta perdendo la pelle (l’uniproprietà, il pilota), e si sta arricchendo di significato (il software). Prima della Cadillac era stata l'anno scorso la volta di Infiniti, brand di lusso del gruppo Nissan, a scegliere New York, anzi il quartiere super trendy di Williamsburg, per la sponsorizzazione del Museo del Cibo e delle Bevande. Due mesi fa la Tesla, prima casa ad aprire una showroom tra le gallerie d’arte di Chelsea, ha inaugurato una nuova sede aperta al pubblico a Red Hook, a due passi dai moli sui quali Kazan girò "Fronte del porto", e tra i quali Selby scrisse "Last Exit to Brooklyn". 

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