Ultimo aggiornamento  21 marzo 2019 06:48

Come eravamo: la prova dell'Autobianchi A112.

Eraldo Sculati ·

La prova è integralmente ripresa dal numero 44 de l'Automobile del 28 ottobre 1969. L'Autobianchi ha presentato l'annunciata Miniprimula la vetturetta utilitaria A 112, azionata da un motore di 900 cc. A produzione avviata, agli inizi del prossimo anno, il ritmo di montaggio di Desio dovrà raggiungere le 600 unità al giorno.

Spirito brillante

L'A 112 è una berlina capace di trasportare 4-5 persone più bagagli, per un carico utile complessivo di 370 chili, ad una velocità massima di 141,730 km/ora; il consumo di benzina, ad una velocità media di 90 km/ora, è di 6,4 litri ogni cento chilometri. E' a motore e trazione anteriori, con propulsore disposto trasversalmente.

Adatta al "tacco e punta"

L'accesso alla vettura è agevole e l'assetto più comodo per la guida può essere rapidamente trovato mediante opportuni spostamenti del sedile. La strumentazione è raggruppata e di facile consultazione, le leve del cambio e del freno a mano sono raggiungibili con la mano destra senza spostare la spalla in avanti: ottima la visibilità, ben disposti i pedali del freno, della frizione e dell'acceleratore (per gli sportivi, non vi sono difficoltà per una rapida manovra dì "tacco e punta").

Piccola ma sportiva

La vettura accelera rapidamente, con un motore dotato di un generoso “fuori giri”; oltre i 50 km/ora in prima, 85 in seconda, 110 in terza e, con due persone a bordo, quasi i 144 in quarta. Molto indovinata la scelta del rapporti del cambio, con particolare riferimento alla terza, capace di trasmettere una veloce accelerazione. Il chilometro con partenza da fermo viene compiuto in 37"9: con partenza in quarta da 30 km/ora il chilometro si percorre in 42"8. Con partenza da fermo, i 100 km orari si raggiungono in 18"3, con partenza in quarta da 30 km l'ora, in 27"5. Come si può rilevare, questi dati, posti in relazione alla cilindrata della vettura, sembrano appartenere più ad una vettura sportiva che non ad una utilitaria da turismo.

Frenata sicura

Ad una accelerazione così vivace, agevolata da un cambio dove le marce entrano subito con facilità, fa riscontro una frenata quanto mai efficace, in grado di perdonare anche se effettuata con le ruote anteriori un po' sottosterzo: il correttore di frenata entra in funzione equilibrando la pressione fra avantreno e retrotreno ed evitando il bloccaggio delle ruote. È questo essenzialmente un fatto di aderenza, di contatto ruota-superficie stradale, dovuto oltre che all'ottimo tipo di gomme radiali scelto per la A 112, anche alle sospensioni a quattro ruote indipendenti.

Tenuta di strada e maneggevolezza

La prova, effettuata nei dintorni di Rimini su di un percorso collinare tortuoso e misto, attraverso i paesi di Ospedaletto, Montescuro, Montecolombo e Coriano, ha posto in evidenza proprio questo fatto base: la  buona tenuta di strada della A 112, dovuta alla costante aderenza ruota-strada ed alla stabilità del  complesso, i cui movimenti di rollio, beccheggio e sotto-sovrasterzo sono praticamente inavvertibili. La maneggevolezza della vettura ha del sorprendente: sterzo, freno ed acceleratore rispondono con tempi di reazione meccanica di estrema immediatezza. In particolare, lo sterzo è molto preciso, ben rapportato e dotato di notevole potere autoallineante.

La Miniprimula stupisce

Nel complesso, da questo breve e rapido contatto con la nuova Autobianchi, che noi abbiamo già battezzato col nome di Miniprimula, non si può che trarre la conclusione che ci si trova di fronte ad una macchina dotata di qualità stradali superiori allo standard normale delle odierne costruzioni automobilistiche. È una vettura da città buona per l'autostrada e viceversa. Va inoltre rilevato che, anche a regimi sostenuti, la rumorosità risulta molto contenuta, tenuto conto della categoria e della classe cui la vettura appartiene.

I dettagli tecnici

Il motore, simile a quello della 850 Special, è un quattro cilindri in linea di 903 cc di cilindrata (diametro 65 mm, corsa 68). Con rapporto di compressione 9, eroga a 60.00 giri una potenza di 44 cavalli Din; la coppia massima è di 6,3 metrichilogrammi a 3.400 giri/minuto. Il “fuori-giri” è di circa 800 giri. Rispetto a quello della 850 Special, il motore dell'A 112 è un po' più calmo ed entra in potenza ad un regime inferiore. La testata è in lega leggera, con distribuzione ad aste e bilancieri ed albero a camme sul basamento. L'alimentazione avviene mediante carburatore monocorpo invertito. Circuito di raffreddamento con serbatoio di recupero, pompa acqua, valvola termostatica ed elettroventilatore con inserzione regolata da un interruttore termostatico sul radiatore. La temperatura dell'acqua è indicata da un termometro sulla plancia portastrumenti.

La trasmissione ha il gruppo frizione-cambio-differenziale in unico blocco: la sua lubrificazione è separata da quella del motore. La frizione è a diaframma, il cambio di velocità è a quattro marce sincronizzate con ingranaggi in cascata sempre in presa. La quarta non è in presa diretta: ha il rapporto 1:0,936. Il comando a leva è sul pavimento. Il moto viene trasmesso alle ruote da semiassi con giunti omocinetici.

La sospensione è a quattro ruote indipendenti. Anteriormente è ammontanti telescopici con ammortizzatori incorporati e circuiti da molle elicoidali. Il montante superiormente è fissato alla scocca, inferiormente è collegato tramite uno snodo ad un braccio trasversale incernierato alla struttura del veicolo e controventato da una barra stabilizzatrice. Anche posteriormente montanti telescopici: l'elemento elastico è però costituito da una molla a balestra trasversale con bracci di lamiera stampata fissati alla  scocca ed al montante.

I freni sono a disco anteriormente ed a tamburo posteriormente. L'intervento dei freni posteriori è regolato da un correttore di frenata che regola la loro pressione in funzione del carico agente sulle ruote. La frenata ne risulta così regolata nella sua ripartizione fra avantreno e retrotreno per ogni condizione di carico. Il comando dei freni è a due circuiti indipendenti, uno per le ruote anteriori ed uno per quelle posteriori.

Lo sterzo è del tipo a cremagliera. II raggio minimo di sterzata è di metri 4,40: occorrono tre giri del volante per passare da una sterzata massima all'altra. Il piantone di guida è in tre tronchi snodati. La A 112 è dotata dì tutti quegli elementi atti a determinare una buona sicurezza protettiva, quella cioè che intende ridurre al minimo le conseguenze di un incidente: ma, come già detto, il pregio più importante della nuova Autobianchi sta nella sua sicurezza preventiva, quella cioè che previene gli incidenti in forza dì una ottima tenuta di strada.

La vettura ha dimensioni molto compatte (minime esterne, massime interne) per ottenere la maggiore abitabilità possibile con il minor ingombro. Esternamente è lunga 3,23 metri, larga 1,48 ed alta 1,29; internamente l'altezza (dal piano del sedile anteriore al soffitto) è di 0,92 metri, la larghezza tra le pareti dei posti anteriori è di metri 1,27, quella posteriore di 1,23. Il peso, a vuoto, è dì 640 chili.

La carrozzeria è a scocca portante rinforzata da traverse e longheroni sagomati per ottenere una buona rigidità alla torsione ed alla flessione, fattori importantissimi per la tenuta di strada. È a due porte, con uno sportello posteriore che si apre verso l'alto, consentendo l'accesso al vano bagagli. I sedili anteriori, a poltroncina, sono ribaltabili in avanti per facilitare l'ingresso ai posti posteriori. Il cuscino e lo schienale del sedile posteriore sono completamente ribaltabili in modo da formare un pianale di circa un metro quadrato. I rivestimenti interni sono in similpelle. I cristalli delle portiere sono discendenti ed a scomparsa totale, quelli posteriori sono ad apertura a compasso. Completa è la strumentazione del cruscotto (a richiesta è ottenibile anche il contagiri), funzionale l'impianto di ventilazione e riscaldamento.

La vettura può essere richiesta in sette colori differenti: verde Scozia, blu presidente e Portofino, rosso Etna, grigio perla, bianco aurora, giallo 112.

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