Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 19:32

Indycar: Italians, alla conquista degli USA.

Paolo Borgognone ·

C’è un filo sottile che congiunge Varàn, cioè Varano de Melegari in provincia di Parma, con Long Beach e Indianapolis, passando per Savijan, Savigliano, provincia di Cuneo. E’ il filo del successo dei nostri connazionali nella Formula Indycar, il più americano dei campionati, nel cui petto batte un cuore italiano.

Da Parma al mondo

Per chi ama le auto, siano da corsa o fuoriserie, il nome Dallara evoca eleganza, stile, successo. L’ingegner Gian Paolo, fondatore del marchio, quello che progettò la leggendaria Miura e protagonista con Frank Williams di grandi pagine della Formula Uno, è oggi un personaggio leggendario per gli appassionati dei motori. Suoi sono tutti i telai delle auto che sfrecciano negli ovali e nei circuiti della Indycar. Progettate a Varano de Melegari e realizzate quasi interamente nello stabilimento di Indianapolis, alle porte dello storico circuito degli Stati Uniti, le Dallara DW12 riuniscono tutte le caratteristiche necessarie per affrontare un campionato duro e performante come quello ideato da Tony George alla fine degli anni ’90.

I telai in materiali compositi della Dallara per le Indy sono al top per tecnologia, prestazioni, sicurezza. La varietà delle sollecitazioni a cui sono sottoposti, con gare su velocissimi circuiti ovali che si alternano a stretto giro ad altre su tortuosi e lenti circuiti cittadini, hanno sfidato gli ingegneri italiani a dare il massimo. Le Dallara vengono fornite alle scuderie con due configurazioni, una ad alto e una a basso carico. Quest’ultima è studiata specificatamente per gli ovali. Per ottimizzare prestazioni e sicurezza la Dallara utilizza un “banco speciale” dove non solo si testa il telaio nella sua interezza ma, nello stesso momento, si controlla ogni singolo elemento.

La sicurezza come obiettivo

Belli, performanti, innovativi: i telai Dallara sono molte di queste cose ma sono soprattutto sicuri. Lo sa bene Mike Conway, pilota inglese la cui monoposto nella 500 miglia di Indianapolis del 2011, dopo un contatto con le gomme dell’auto del texano Ryan Hunter-Reay, è letteralmente decollata. Infrangendosi contro le barriere protettive a circa 350 km/h per poi rimbalzare in mezzo alla pista e strisciare cappottata sul nastro d'asfalto per qualche centinaio di metri. Una scena terrificante che ha lasciato tutti col fiato sospeso. Conway, grazie alla resistenza della cellula di sicurezza, se l’è cavata con una semplice frattura. Tutti, piloti, medici, addetti ai lavori, hanno riconosciuto che l'esito di questo incidente poteva essere infinitamente peggiore e che il merito era proprio della Dallara studiata in Italia. 

Un piemontese a stelle e strisce

Se Dallara coi suoi telai ha già raggiunto il top, la stessa sorte si spera tocchi presto anche all'unico pilota italiano in gara nella Indy 2016, il piemontese Luca Filippi. Dopo aver iniziato giovanissimo a collezionare trofei e vittorie – è stato “caschetto d’argento” come miglior pilota emergente nel 2004 a soli 19 anni – Luca ha brillato nella GP2, diventando nel 2012 Campione Italiano Assoluto. Dopo la brevissima esperienza con la Minardi in F 1, Filippi ha fatto il grande salto verso gli Stati Uniti.

Chiamato per la prima volta su una Indy nel 2013, Luca ha corso saltuariamente in quella stagione e nella successiva totalizzando otto presenze. Il 2015 è l’anno della conferma. Il piemontese viene assunto dal team CFH Racing per correre tutto il campionato tranne gli ovali. Il meritato secondo posto del Gran Premio di Toronto – dopo aver ottenuto il sesto tempo in prova  - alle spalle del compagno di squadra Josef Newgarden e dopo 85 giri come sempre  combattutissimi e spettacolari, è il miglior piazzamento dell’anno.

Niente Indy

Nonostante il 2016 di Luca sia iniziato complessivamente bene, il suo team ha deciso comunque di non schierarlo alla 500 Miglia di Indianapolis della fine di questo mese. Al suo posto la macchina numero 19 della Dale Coyne Racing andrà al fortissimo colombiano Gabby Chaves, che affiancherà i già confermati  Conor Daly, Pippa Mann e Bryan Clauson. Il comunicato ufficiale della scuderia non chiarisce i dubbi riguardo il futuro. Se la Dale Coyne Racing riterrà di onorare l'impegno preso, comunque, Luca riprenderà il volante a partire dal doppio impegno del 4 e 5 di giugno sul circuito stradale di Detroit, in Michigan. 

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