Ultimo aggiornamento  18 luglio 2019 02:24

Tesla Model 3, dov'è la verità?

Flavio Pompetti ·

NEW YORK - Il quattro di maggio la Tesla ha inviato una lettera di aggiornamento ai suoi clienti e agli azionisti che accompagnava i dati finanziari del primo trimestre. L’azienda vantava le 325.000 prenotazioni per la Model 3 che una volta tradotte in consegne al prezzo promesso di 35.000 dollari porteranno nella casse 14 miliardi di dollari, e faranno della vettura il lancio di maggior successo della storia. Il CEO della casa Elon Musk annunciava anche che il volume di produzione negli impianti del gruppo salirà a mezzo milione di auto per la fine del 2018, due anni prima del previsto, ma che per arrivare a questo traguardo ci sarà bisogno di raddoppiare le risorse finanziarie: dal miliardo e mezzo inizialmente previsto a tre miliardi.

La versione data alla SEC

Gli azionisti stiano in campana per la prossima richiesta di sottoscrizione. Martedì 17 la Tesla ha inviato alla SEC, la Consob americana che vigila sulla trasparenza delle aziende quotate in borsa, un rapporto che illustra i rischi in agguato sulla strada della crescita. E’ un documento dovuto, che ogni azienda deve produrre periodicamente in modo da fornire ai guardiani le tracce per giudicare gli sviluppi finanziari. Nella missiva Musk dipinge un quadro ben diverso della Model 3. “Potremmo incontrare durante il percorso – si legge nel rapporto, che indica l’inizio della produzione alla fine del 2017 – ritardi nella verifica delle date di scadenza che abbiamo finora fissato, così come variazioni nel prezzo e nel volume di vetture prodotte”. Si fa notare anche che le prenotazioni possono essere disdette, e i mille dollari depositati con ogni prenotazione sono interamente risarcibili. La verifica delle vendite potrà quindi essere fatta solo a lancio avviato, ed è impossibile al momento giudicare quale sarà il numero reale delle conferme.

Dove è la verità?

Lo ripeto, c’è solo da augurarsi che il sogno della Tesla si avveri, e che la migliore vettura elettrica mai costruita sia offerta non solo a ricchi collezionisti, ma a tutti gli automobilisti interessati ad essere parte di un futuro virtuoso. Ma fino a quel momento è anche giusto non chiudere gli occhi e guardare alla cronaca quotidiana. La presentazione della Model 3 fu fatta in concomitanza con la pubblicazione di una trimestrale finanziaria che mostrava un incremento delle perdite dai 154,2 milioni del 2015 ai 282,3 milioni del 2016. La Borsa ignorò questo dettaglio: il battage pubblicitario intorno alla Model 3 sollevò il titolo della Tesla a 265 dollari il primo di aprile. Da allora il declino è stato costante, e la stessa azione scambia oggi a 205 dollari con una perdita del 30% in poco più di due mesi. La variazione non può sorprendere più di tanto: la Tesla corre sul filo delle emozioni, e le trattative sul titolo non possono che riflettere gli umori variabili di cui si circonda. Ma tra un atterraggio da manuale di uno dei suoi vettori spaziali e il test di un troller Hyperloop che accelera da 0 a 187 km/h in 1,1 secondi, Musk dovrà dirci prima o poi con quale delle due marce viaggia davvero la Model 3. Quella della lettera agli azionisti, o quella del rapporto alla Sec?

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