Ultimo aggiornamento  21 marzo 2019 07:12

Alfa Romeo Giulia, il primo test drive.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Una prova dal sapore del primo giorno di scuola. Sarà per questo che ad accompagnare la nuova Alfa Romeo Giulia ai cancelli del circuito FCA di Balocco, si è presentata tutta la prima linea dei manager del gruppo torinese, Sergio Marchionne compreso. E sarà anche per questo che la parola “emozione”, richiamata più volte nel corso della presentazione da Harald Wester a capo di Alfa Romeo e Maserati, per definire il comportamento dinamico della Giulia, è la stessa che si leggeva negli occhi della squadra che ha lavorato in questi 3 anni allo sviluppo dell’auto. D’altronde non è un modello qualunque, la Giulia è il primo foglio di quel diario che racconterà la storia della nuova Alfa che entro i prossimi due anni estenderà la gamma a un suv (fine 2016) e ad un’ammiraglia (fine 2017).

Il nostro primo contatto in strada

E allora come va questo manifesto viaggiante dello storico marchio italiano? Abbiamo provato la versione con il turbodiesel 2.2 da 180 cavalli con coppia massima di 450 Nm a 1.750 giri/min, abbinato a un cambio automatico a 8 rapporti. I punti di forza sono quelli di un motore fluido, sufficientemente silenzioso, reattivo e che - nonostante la cilindrata non proprio compatta - mostra consumi piuttosto contenuti nella media dei concorrenti. L’integrazione con l’automatico è ottimale e migliore rispetto a quella garantita dal manuale a 6 rapporti: in caso di scelta non abbiate dubbi, puntate sul primo senza esitazioni. Tanto più che se volete divertirvi, potete “giocare” con le grandi leve del cambio (fisse) dietro al volante, per dare alla Giulia sempre il giusto carattere con un tono dallo scarico da far felici gli appassionati di tutto il mondo. Aggiungete poi il ritorno della trazione posteriore su una berlina Alfa (si era già vista sulle più sportive 4C e 8C) e il piacere di guida si avvicina molto a quelle "emozioni" richiamate da Wester.

Anteriore e posteriore suonano la stessa musica

Ottimo lo sterzo: le dimensioni sono ideali, è diretto, lineare e reattivo e consente manovre di parcheggio facili come su una city car. Le ruote anteriori tagliano la curva e le posteriori seguono la loro traiettoria con precisione. All’interno è interessante la soluzione del display integrato a filo nella consolle centrale mentre la grande leva del cambio e la manopola che funziona da selettore per le diverse modalità dell’auto sono già viste su Maserati Levante e alcune rivali. All’interno qualche elemento sembra non avere la stessa qualità di alcune concorrenti tedesche: le bocchette in stile aeronautico sono poco consistenti e la plastica dei comandi al volante non è da vettura premium).

Sul fascino non c'è partita

I prezzi li trovate in questa pagina. A questo punto non resta che aspettare la risposta del mercato, ben sapendo che in Europa molto si giocherà sul segmento delle flotte: riuscirà FCA a garantire un Total Cost of Ownership ridotto? Il valore residuo della Giulia sarà in linea con quello delle tedesche? Vedremo. Sicuramente, spero non ce ne vorranno oltre le Alpi, di fascino la nuova Alfa ne ha da vendere. E molto.

@AMarchettiT

Tag

Alfa Romeo  · Giulia  · Premium  · 

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

L'Alfa Romeo porta al Salone (1-16 ottobre) una nuova versione della berlina: due motori benzina e diesel, cambio automatico 8 marce, trazione integrale Q4

· di Redazione

A conferma delle sue grandi doti, la nuova berlina sportiva dell'Alfa Romeo ha staccato un tempo record sul giro del leggendario circuito tedesco: 7 minuti e 32 secondi