Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2019 06:44

Auto e bus da rottamare.

Marina Fanara ·

Siamo un paese di “vecchi” e non solo demograficamente. Perché se l’età media degli italiani è la più alta d’Europa (e la seconda nel mondo, superati solo dal Giappone), abbiamo anche gli autobus e le auto più anziane del Vecchio Continente. Con tutte queste “carcasse” ancora in circolazione, le nostre città sono destinate a rimanere delle camere a gas. Ci vorrà ben altro che andare in bici, a piedi o limitare il traffico in città per pulire l’ambiente. Ecco cosa dicono i numeri.

Dodici anni e li dimostrano

L’ASSTRA (l’associazione che rappresenta le aziende di trasporto pubblico locale) è in allarme: circa il 10% dei bus pubblici in circolazione sarebbe da rottamare. I dati fanno riflettere: su 40 mila mezzi che ogni giorno nelle nostre città e zone limitrofe trasportano 15 milioni di persone, ben 4.000 sono super inquinanti (Euro 0 ed Euro 1). E presto saranno considerati fuorilegge: il varo dell’ultimo decreto legislativo della riforma Madia per la Pubblica amministrazione stabilisce il divieto di circolazione dalla fine del 2017 dei mezzi pubblici più inquinanti per i nuovi contratti di concessione.

Potrebbe essere un ulteriore colpo per il trasporto pubblico. Perché, secondo l’associazione, le risorse finanziarie finora stanziate dal Governo sono insufficienti per svecchiare il parco e allinearlo a quello del resto dei paesi d’Europa. Al confronto, ne usciamo con le ossa rotte: se i nostri autobus hanno in media 12,2 anni, la media europea è di 7. La Germania si attesta a 6,9 anni, la Gran Bretagna a 7,7, la Francia a 7,9 e la Spagna a 8.

Non solo. Il 33% del circolante in Italia ha una motorizzazione al di sotto dell’Euro 3 (in dettaglio, 25% Euro 2, 3% Euro 1 e ben il 5% è Euro 0). Gli Euro 3 sono il 27%, gli euro 4 rappresentano il 6%, mentre gli Euro 5 coprono circa un quarto del parco (24%). Le nuove motorizzazioni a minore impatto ambientale occupano un posto microscopico: appena il 2% del totale tra Euro 6 ed elettrici (circa 800 mezzi sull’intero territorio nazionale). 

Cara, vecchia auto

Anche il parco automobilistico italiano non è un emblema di giovinezza. Parliamo di emissioni. Su un circolante di circa 37 milioni autovetture (stime Continental su dati ACI-ISTAT), sono quasi un quarto (il 24,8%) quelli che sporcano di più. Ovvero: Euro 2 (13,7%), Euro 1 (6,5%) ed Euro 0 (4,6%). I motori omologati Euro 4 sono la maggioranza (circa il 34%), mentre un quinto del totale spetta alle Euro 5. Le più nuove, Euro 6, si fermano a un misero 3%. Con le elettriche che, in tutto, sono 3.430, lo 0,009%. Una cifra ridicola.

Così come è altrettanto imbarazzante parlare d’età: le più giovani, fino a 5 anni, sono appena il 23% del totale (contro il 30,8% della media UE), il 29,7% del circolante ha fino a 10 anni (contro il 31,7% del resto d’Europa), mentre il 47% ha superato il decimo compleanno (oltralpe siamo al 37,5%).

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