Ultimo aggiornamento  22 ottobre 2019 15:57

Auto e bici, prove di matrimonio.

Luca Bevagna ·

Auto e bici, un rapporto destinato a diventare amore. O quasi. In una società basata sul concetto di mobilità, a 2 o 4 ruote, con e senza motore, la contrapposizione tra 2 o 4 ruote, con e senza motore, ha ormai un sapore antico. Soprattutto se si devono condividere le stesse strade e l’unico aspetto che conta è la sicurezza di tutti.

Radar per individuare le bici

A pensarla così è anche l’industria automobilistica per la quale proteggere solo chi è dentro l’auto, è già una storia senza futuro. La dimostrazione arriva da Volvo con il suo Cyclist detection, sistema adottato su tutta la gamma: un radar integrato nel frontale e una camera HD, montata tra parabrezza e specchietto retrovisore, individuano una bici (o un pedone) di fronte alla vettura e calcolano la distanza. Se l’impatto è probabile, l’elettronica avvisa il guidatore e frena in automatico l’auto. Attenzione però, "la velocità gioca un ruolo fondamentale: solo se si viaggia nei limiti del codice della strada, il rischio incidente si riduce al minimo", ricorda Thomas Brober, il coordinatore dei dispositivi di sicurezza della Casa svedese.

Casco che vibra in caso di potenziale collisione

A Goteborg hanno sviluppato anche un modo per far dialogare bici e auto: un trasmettitore integrato nel casco del ciclista invia tramite il bluetooth del cellulare a un cloud le informazioni sulla posizione della bici. Altrettanto fa l'auto. Ognuno conosce la posizione dell'altro e tutto diventa più sicuro: in situazione di potenziale pericolo, il casco vibra e manda segnali luminosi a chi è in bici. E per la prima volta, s’inoltra un avviso di allarme sia all'automobilista che al ciclista, mettendo in comunicazione due soggetti che non si vedono.

La pacca sulla spalla salva ciclista

Al rapporto tra motore e pedale ha pensato anche Jaguar – Land Rover con il Bike Sense con un suggestivo dispositivo: per indicare al guidatore dell’auto l’eventuale presenza di una bici, il sistema emette dall'altoparlante più prossimo alla bici, un segnale che riproduce il suo campanello, rendendo facile individuare la direzione di provenienza del ciclista. "Il suono del campanello di una bici è riconoscibile da chiunque e rende la reazione più istintiva e rapida", ha spiegato Wolfgang Epple, responsabile ricerca e sviluppo Jaguar–Land Rover. Se poi la bici sorpassa l’auto, il sedile esercita una "pacca" sulla spalla del guidatore, a sinistra o a destra, in funzione di dove arriva la bici, in questo modo "chi guida si volterà istintivamente dalla parte del tocco, identificando così il potenziale pericolo".

Per evitare poi la triste abitudine di aprire le portiere senza guardare l’eventuale arrivo di un altro mezzo, il sistema avverte i passeggeri, illuminando e facendo vibrare le maniglie nel lato della bicicletta. Prove di convivenza da trasformare (presto) in matrimonio.

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