Ultimo aggiornamento  18 febbraio 2020 10:06

F1, la pressione che "sgonfia" i piloti.

Michela Cerruti ·

Quanto può la pressione psicologica influenzare il comportamento dei piloti in pista? Se n’è parlato molto negli ultimi giorni in seguito al Gran Premio di Sochi, ma l’argomento è stato già più volte affrontato in numerose occasioni, perché ebbene sì, questi eroi del volante ogni tanto dimostrano di essere semplici esseri umani e sbagliano clamorosamente, sorprendendo spettatori, avversari e addetti ai lavori: Kvyat tampona Vettel ben 3 volte in 2 Gran Premi, dopo un anno di assoluto dominio, Hamilton sbaglia le partenze e non riesce a tenere il ritmo di Rosberg. Quest’ultimo, da parte sua, dopo aver subito sommessamente le vittorie del compagno di squadra, improvvisamente risorge e infila sette successi di fila, diventando così il nuovo punto di riferimento del suo team.

La fragilità di Kvyat

Se volessimo individuare le possibili cause, è probabile che il giovane pilota russo sia venuto a conoscenza delle voci che lo avrebbero visto retrocesso in Toro Rosso nel 2017 per lasciare il posto a Max Verstappen, il ragazzino terribile che sembra non possa essere turbato neanche da un’ipotetica fine del mondo imminente. Cosa che poi, effettivamente, si è verificata prima di quanto tutti si aspettassero, in quanto i sedili dei due “torelli” verranno scambiati già dal prossimo Gran Premio. L’esame di Daniil non è ancora finito dunque, il suo sedile è a rischio e ora deve dimostrare di meritarselo.

La concentrazione (persa) di Hamilton

Sarà interessante ora studiare anche la reazione di Carlos Sainz Jr, che liberato dalla competizione estenuante con l’olandese, potrà forse dare il meglio di sé in questa seconda parte di stagione. Hamilton? Dopo essere stato nominato campione del mondo per la seconda volta, ha forse subito un leggero “calo di pressione”, dedicandosi un po’ troppo alla creazione di questa specie di caricatura di se stesso, piuttosto che preoccuparsi di tenere a bada Nico, che nel frattempo si è rinforzato, vittoria dopo vittoria, mettendo fine alle voci di chi lo dava per debole, spacciato. Di sicuro qualche problema di affidabilità sulla monoposto di Hamilton ha facilitato la scalata del pilota tedesco, ma ora la tigre nera deve dimostrare di non aver perso la concentrazione e di poter tornare a demolire il suo avversario in casa. Il suo talento è assoluto, forse il più puro e micidiale all’interno del Circus, ma da solo non basta.

Il vero motore è la mente

Quello delle corse è uno sport che deve fare affidamento per almeno il 70% sulla forza mentale. Al giorno d’oggi, tutti i piloti raggiungono un livello di preparazione fisica eccellente e, soprattutto su queste nuove Formula Uno, è difficile fare la differenza in questo senso. Si dice inoltre che l’alta tecnologia abbia reso le vetture più facili da guidare, motivo per cui tendenzialmente tra compagni di squadra si registrano raramente distacchi degni di nota. La vera differenza, quindi, è tutta nel cervello.

Lasciare il gas al talento

Gli uomini sotto pressione tendono a voler far troppo, ad esagerare, con il rischio di perdere la concentrazione e far danni. Le donne invece, nella stessa situazione, propendono maggiormente verso un atteggiamento conservativo, quello del “ci vado cauta che così non sbaglio sicuro”. Il problema alla base però è esattamente lo stesso, si pensa troppo, e il talento non riesce a lavorare in pace. Il pilota deve riuscire ad entrare in macchina e chiudersi dentro la propria bolla di vetro: “Tutti fuori, tutto fuori, solo il semaforo, la gara, le curve, il mio talento”.

Tag

Formula 1  · Motorsport  · Red Bull  · 
88
il blog di Michela Cerruti
Pilota di auto da corsa e donna dei record

Ti potrebbe interessare

· di Redazione

Studiare gli effetti della guida sul corpo umano - specialmente quella dei piloti professionisti in gara - e derivarne una preparazione più adeguata, approfondendo l'interazione...

· di Marco Perugini

“Ragazzo, non sai nemmeno pulire un casco” sono le prime parole sentite nel circus della Formula 1 da Nelson Piquet, pronunciate nel 1974 a Interlagos dal pilota argentino Carlos...