Ultimo aggiornamento  16 ottobre 2018 09:45

Indycar: Formula vincente.

Paolo Borgognone ·

Maggio è il mese della gara più fantastica del mondo, la 500 Miglia di Indianapolis che quest’anno, per la precisione il prossimo 29 maggio, festeggia il centenario. Per prepararci all'evento automobilistico più importante d'America, che tradizionalmente si svolge nel Memorial Day – il giorno dedicato al ricordo dei caduti statunitensi di tutte le guerre – entriamo nel mondo della Formula Indy.

Gli albori della Serie

La 500 Miglia di Indianapolis fa parte delle Verizon IndyCar Series, la denominazione ufficiale del campionato che ha visto la luce nel 1996 per volere di Tony Hulman George, nativo di Indianapolis, tycoon del settore dei cereali e proprietario,  dal 1989, dell’Indianapolis Motor Speedway. Fu lui, ex pilota, a volere la nascita di una serie più articolata rispetto alla Cart che in quel momento andava per la maggiore negli States.

La prima gara di Indy venne disputata il 27 gennaio del 1996 al Walt Disney World Speedway di Lake Buena Vista in Florida e fu vinta da Buzz Calkins su una Reynard motorizzata Ford. Calkins, quell'anno, si laureò campione a pari merito con Scott Sharp su una Lola anch'essa motorizzata Ford.

Grandi motori, grande show

L’idea di Tony George era quella di offrire al pubblico uno spettacolo sicuro e appassionante, che uscisse dalla monotonia dei circuiti ovali con curve tutte a sinistra, per andare a scoprire sia tracciati cittadini che circuiti semi permanenti. Pietra miliare di tutte le stagione la 500 Miglia di Indianapolis, naturalmente.

Oggi le auto di questa formula utilizzano motori Honda o Chevrolet da 2,2 litri, biturbo V6 ad iniezione diretta, ottimizzati a 12.000 giri al minuto e che raggiungono una potenza che sfiora i 700 cavalli.

I telai in dotazione alle varie scuderie sono tutti italiani, prodotti dalla Dallara nello stabilimento di Speedway, Indiana. Quello attualmente in uso si chiama DW12 ed è stato dedicato alla memoria di Dan Wheldon, pilota britannico Campione Indy nel 2005 e due volte vincitore delle 500 miglia, tragicamente scomparso nell’ottobre 2011 sul Motor Speedway di Las Vegas.

I migliori

La somiglianza dei motori e l’uso dello stesso telaio per tutti fa si che spesso le gare di Formula Indy si decidano in volata. Fino alla fine del 2015 sono state ben 96 le corse – svolte su 31 tracciati diversi e con il coinvolgimento di 46 piloti - vinte con uno scarto di meno di un secondo; in otto occasioni tra il primo e il terzo la distanza è stata di meno di un decimo di secondo.  La velocità massima delle Indy car si raggiunge proprio ad Indianapolis, il record è di 378 chilometri orari.

L’albo d’oro della competizione ha visto iscriversi ben nove piloti americani nei 20 anni di corse. Attuale campione, tuttavia, è il 35enne neozelandese Scott Ronald Dixon, che col trionfo dell’anno passato ha eguagliato il record di 4 vittorie nel campionato dello scozzese di origine italiana Dario Franchitti, vincitore anche di 3 edizioni della 500 Miglia di Indianapolis   

Un campionato verde

Nel corso degli anni la IndyCar si è evoluta garantendo standard di sicurezza addirittura superiori a quelli della F1 e contribuendo all'introduzione ed evoluzione di sistemi che oggi sono applicati anche alle auto di tutti i giorni: ad esempio la Dorel, industria canadese leader del settore dei seggiolini per bambini, ha adottato per i propri prodotti le stesse linee guida che hanno ispirato i creatori dei sedili per le auto della Indy.  

La Indy è anche una formula verde. E’ stata la prima, ed unica, a utilizzare come carburante il metanolo, meno inquinante di altri carburanti. Una speciale commissione si occupa dello smaltimento e del riciclo dei liquidi, sia in pista che nei box. Oltre l’85% del materiale di marketing della Indy è realizzato su carta riciclata e alcuni dei tracciati, come Sonoma in California e Pocono in Pennsylvania, hanno praticamente azzerato le emissioni attraverso il riciclo dell’acqua e la realizzazione di impianti di energia solare. 

Oltre ad essere trasmessa in televisione negli Stati Uniti da due dei network principali, la ABC e la CBS, attraverso la ESPN International, le gare di Indy vanno in onda in 212 Paesi nel mondo

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