Ultimo aggiornamento  08 aprile 2020 04:51

Come eravamo: la Targa Florio di 50 anni fa.

Gianni Rogliatti ·

Articolo integralmente ripreso dal numero 20 de l'Automobile del 15 Maggio 1966Mairesse e Muller su Porsche "Carrera 6" hanno vinto la Targa Florio del 60a anniversario e cinquantesima edizione. Pioggia, fango, incidenti sono stati i protagonisti principali della corsa.

Per il giovane pilota svizzero Herbert Mullerm, la vittoria conquistata è stata un bel regalo di compleanno poiché tra due giorni compie 26 anni; per Willy Mairesse il successo ha un poco il sapore della rivincita sulla sfortuna che lo aveva perseguitato a cominciare proprio da una Targa Florio, quella del 1963, allorché gli si aprì il cofano della Ferrari, proprio nel momento in cui stava per vincere.

Sia Muller che Mairesse non erano certo partiti favoriti: la loro Porsche "Carrera 6" della scuderia Filippinetti era solo una delle tante, nella classe sport fino a 2.000 cc, che si trovava a lottare, per il primo posto, contro i prototipi della stessa Casa oltre alle Ferrari.

Altri rivali di riguardo non se ne potevano enumerare, dato che delle 70 vetture partite (sulle 90 iscritte definitivamente) sia le turismo che le sport di cilindrata inferiore non potevano certo far paura, e neppure destavano preoccupazioni le macchine di grande cilindrata presenti, come la nuova Cobra con motore Ford 7 litri e la Ford "GT 40".

Le prove del venerdì precedente la corsa, avevano messo in luce le grandi possibilità della Porsche prototipo 8 cilindri di 2.195 cc. di cilindrata; questa vettura era destinata in principio al duo Bonnier-Colin Davis, ma dopo la buona prova fornita da Klass, questi è stato preferito a Bonnier, il quale ha fatto coppia con Mitter.

La Ferrari, dal canto suo, aveva approntato un solido schieramento costituito da un prototipo «P3» di 3.967 cc. e da tre Dino, una delle quali col nuovo motore elaborato per la Fiat, e dotato di iniezione indiretta tipo Lucas. Ma, in prova, questa vettura usciva di strada con Parkes, danneggiandosi seriamente, mentre il pilota rimaneva illeso; il «P3» destinato a Bandini e Vaccarella, aveva un lieve difetto alla frizione che lo attardava, impedendogli di fare più del secondo miglior tempo assoluto: il tempo ottimo della giornata di prova e la sede stradale rinnovata quasi completamente specie nel rettifilo di Bonfornello ed in vari punti critici, hanno contribuito a far sì che nelle prove si siano potuti registrare tempi di 39’05" per la Porsche di Klass e di 39'07" per la Ferrari di Vaccarella che costituiscono un notevole miglioramento del record del circuito, ad oltre 110 di media.

Ma era destino che le cose andassero altrimenti; il sabato era piovuto a dirotto e la domenica ad intervalli; la terra bagnata aveva invaso la strada in molti punti; portata dalle migliaia di persone convenute nelle Madonie per la loro grande giornata; in queste condizioni, una vettura potente come la Ferrari "P3" era già svantaggiata, ma la situazione non era disperata; Vaccarella ha fatto 3 giri cautissimi, di attesa, alternandosi al comando della corsa con le Porsche più potenti, quelle appunto prototipo di 2 e 2.2 litri di cilindrata. Bandini doveva fare quattro giri e li stava portando a termine bene, allorché è successo un incidente inverosimile: mentre stava per superare una berlinetta Ferrari, ha visto il pilota fargli un segnale di consenso che gli era parso un invito a passare; ma mentre passava è stato stretto verso il ciglio della strada e la vettura è saltata nel vuoto. Fortunatamente sulle fronde di un albero; Bandini è rimasto sotto alla macchina capovolta, e si è fatto alcuni graffi alle mani mentre cercava di rompere i vetri per poter uscire dalla pericolosa situazione. Alcune notizie circolanti dopo l'incidente, davano Bandini ferito, il che non è esatto, come non è esatto che l'incidente sia avvenuto sul rettilineo di Bonfornello, perché è avvenuto vicino al "cippo" Masetti, verso Caltavuturo.

Tutto ciò durante il 7° giro, ma poco prima la Ferrari aveva perduto un'altra macchina, quella stessa di Parkes-Scarfiotti, cioè la Dino a iniezione, che con Parkes era uscita di strada poco prima di Cerda. Ma se alla Ferrari si piangeva, alla Porsche non si rideva: varie vetture si trovavano in difficoltà, ed all'ottavo giro capitava anche una cosa paradossale: le due migliori vetture venivano a collisione col risultato che Mitter usciva di strada; poco dopo Klass (responsabile involontario della disavventura del compagno di squadra) usciva a sua volta di strada. Delle due Dino restanti, una, quella di Casoni-Biscaldi soffriva del vecchio male al cambio e perdeva posizione e mentre quella di Guichet e Baghetti si difendeva bene, sia pure in posizioni di attesa.

La Targa Florio non è però valida solo in quanto affermazione di una marca in senso assoluto: la corsa si è sgranata in una serie di episodi riguardanti le vetture di minore cilindrata, che hanno potuto dare una buona prova: da notare sotto questo punto di vista, il quarto posto assoluto e primo di classe conquistato dalla TZ 2 Alfa Romeo dell'Autodelta, dopo una corsa regolarissima ed insieme ad un massiccio piazzamento delle vetture partite. Anche le Lancia Fulvia coupé hanno dato buona prova, in particolare quella di Leo Cella, transitata per prima al traguardo del primo giro e sempre in prima linea. Anche le nuove Alpine hanno dato buona prova, ma si sono dimostrale meno resistenti.

Sparita completamente la Cobra nuovo tipo con le 4 ruote indipendenti e motore Ford di 7 litri, una vettura comunque non adatta per le strade delle Madonie, mentre l'altra vettura Ford, una GT 40 condotta da Ligier, e uscita di strada: due vetture private queste, dato che, come è noto, la Ford ha evitato il confronto diretto con le vetture europee sulle strade della Targa Florio.

La media del vincitore di questa edizione è risultata di 98,961 km/h, nettamente inferiore quindi alle medie ottenute negli ultimi anni e certamente inferiore alle prospettive che davano per scontato il raggiungimento di una media vicina ai 110 km/h. Il maltempo ha dimostrato come non sia solo il trinomio uomo-macchina-strada a determinare un risultato, il fattore atmosferico deve servire di insegnamento anche per tutti gli automobilisti.

Dei 70 partiti, 30 sono arrivati alla fine della dura fatica, ma solo 13 di essi a giri pieni; è probabile che se le condizioni atmosferiche fossero state diverse, i doppiaggi sarebbero stati più numerosi. La gara ha dimostrato indubbiamente la superiorità delle vetture di media cilindrata (che oggi ha però una potenza notevole); i piloti interpellati, anche i locali che conoscono bene la strada, sono concordi nello affermare che era già difficile dominare la macchina da 200 CV sul fondo infangato; la grossa P3 Ferrari era un pezzo d'eccezione che solo la maestria di Vaccarella e la tenacia di Bandini avrebbero potuto portare alla vittoria.

Erano presenti tra le autorità, l'on. Attilio Grimaldi, Assessore regionale al turismo e trasporti della Regione Siciliana, il Presidente dell'Automobile Club d'Italia Luigi Bertett ed il Presidente dell'AC Palermo avvocato Antonino Sansone, i quali si sono avvicendati nel dare le partenze e l'intero esecutivo dell'ACI.

Il numeroso pubblico convenuto ha fatto lungamente il tifo per il suo beniamino Nino Vaccarella, ed è certamente rimasto deluso quando questi non ha potuto continuare la corsa.

I risultati di classe, oltre alla classifica generale, danno una idea delle prestazioni e delle presenze delle varie vetture.

La Classifica Generale

1. Porsche (Mairesse-Muller) che compiono i 10 giri del percorso pari a km 720 in 7 h 16'32"3 alla media di km/h 98,961; 2. Ferrari «Dino» (Gulchet-Baghetti) 7 h 25'02"1; 3. Porsche (Pucci-Arena) 7 h 34'08"; 4. Alfa Romeo (Pinto-Todaro) 7 h 45'24"1; 5. Porsche (Bourillot-Maglioli U.) 7 h 51'55"; 6. Alpine (De Lageneste-Rosinski) 7 h 32'33"4; 7. Alpine (Vinatier-Orsini) 7 h 55'23"; 8. Porsche (Capuano-Latteri) 8 h 00'34"2; 9. MG (Makinen-Rhodes) 8 h 02'37"; 10. Alfa Romeo (Bussinello-Bianchi) 8 h 04'44"2; 11. Lancia «HF» (Cella-Marzi) 8 h 28'26"1; 12. Ferrari «Dino» (Discaldi-Casoni) 7 h 07'13"1; 13. Ferrari (Ravetto-Starrabba) 7 h 22'30"4.

GRAN TURISMO (classifiche per classi):
CLASSE 1300: 1. Lancia «Fulvia HF» (Cella-Marzi) in 8 h 28'26"1.
CLASSE 1600: 1. Porsche (Tarenghi-Pardi) in 7 h 32'20"3 (7 giri - non classificati).
CLASSE OLTRE 1600: 1. MG (Maklnen-Rhodes) in 8 h 02'37".

SPORT
CLASSE 1300: 1. Alpine (De Lageneste-Rosinski) in 7 h 52'33"4, media km/h 91,419.
CLASSE 2000: 1. Porsche (Mairesse-Muller) in 7 h 16'32"3, media km/h '98,961.
CLASSE OLTRE 2000: 1. Ferrari (Ravetto-Starrabba) In 7 h 22'30"4 (9 giri - non classificati).

SPORT PROTOTIPI
CLASSE 2000: 1. Ferrari «Dino» (Gulchet-Baghetti) 7 h 25'02"1, km/h 97,071.
CLASSE OLTRE 2000: 1. Ferrari (Niicodemi-Lessona) in 7 h 25'29"4 (9 giri - non classificati).

GIRO PIÙ' VELOCE: il primo di Vaccarella (Ferrari «330 P3») in 41'51"2 alla media di 103,209.

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