Ultimo aggiornamento  27 novembre 2020 07:07

TAN e TAEG, attenti a quei due.

Giuseppe Cesaro ·

“Hai saputo che è morto Parodi?” “Avrà avuto il suo interesse.” Un classico dell’umorismo genovese. La questione degli interessi, però, non riguarda solo il nobile e parsimonioso popolo del capoluogo ligure. Riguarda tutti. Automobilisti inclusi. Soprattutto quando si accingono ad acquistare un’auto nuova. Diciamo la verità: quanti di noi riescono a leggere quelle righe minuscole che si intravedono per pochi secondi alla fine degli spot dei nuovi modelli e che dovrebbero spiegare le condizioni di promozioni e finanziamenti? E quanti, anche se riuscissero a leggerle, le capirebbero?

Gli interessi che fanno girare la testa

La verità è che gli interessi non svuotano solo le nostre tasche: spesso ci fanno anche girare la testa. Se è normale, infatti, che chi ci presta dei soldi, voglia essere ricompensato per il “disturbo” e ci chieda di riconoscergli un certo “interesse”, è un po’ meno normale che non sia sempre facile capire quanto - alla fine della fiera - ci sarà costata la sua “generosità”. Anche perché, facendo bene i conti, non è raro scoprire che, spesso, chi è davvero generoso non è chi ci presta i soldi, ma siamo noi che glieli restituiamo.
Cerchiamo di fare chiarezza almeno su due voci fondamentali: TAN e TAEG. Cosa sono? Cosa ci dicono? Quale delle due è importante tenere sempre ben presente?

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è una cifra che indica – in percentuale e su base annua - il tasso di interesse “puro”. Vale a dire l’interesse richiesto, calcolato, però, senza tenere conto di una serie di voci che incidono sul prezzo finale. E non sempre in maniera così irrilevante. Parliamo di spese di istruttoria, apertura della pratica e incasso delle rate, oneri fiscali (come l'imposta di bollo sui contratti), spese assicurative obbligatorie e l'eventuale compenso da riconoscere all’intermediario del credito. Il TAN non considera queste voci e, dunque, non ci dice quanto ci costeranno davvero i soldi che ci sono stati prestati.

Ce lo dice, invece, il TAEG: Tasso Annuo Effettivo Globale. È il TAEG, infatti, che indica il costo complessivo di un finanziamento. Lo fa in termini percentuali, su base annua e in rapporto a durata del finanziamento e periodicità delle rate. Per questo c’è sempre differenza tra TAN e TAEG e, anche in presenza di un tasso nominale pari a zero, potremmo trovarci a pagare un tasso reale decisamente superiore allo zero. Ecco perché è il Tasso Annuo Effettivo Globale, la cifra da tenere sempre ben presente quando valutiamo un’offerta.

 

Strumento di trasparenza

Per lo stesso motivo non dobbiamo lasciarci ingannare dall’espressione “finanziamenti a tasso zero”. Se il TAN, infatti, può effettivamente essere pari a zero, i costi non compresi in questo indicatore, possono far salire significativamente la cifra finale. Il TAEG è, dunque, il più importante strumento di trasparenza nei contratti di credito. Non solo comprende tutti i costi, ma è un indice armonizzato a livello europeo, che permette di confrontare velocemente e facilmente tutti i finanziamenti (in generale e non solo quelli per l’acquisto di un’auto), compresi quelli offerti da operatori stranieri.

In ogni caso è sempre bene seguire il monito di Banca d’Italia, la quale – per evitare brutte sorprese dovute a costi troppo alti, che potrebbero impedirci di restituire le somme ricevute - ci invita a diffidare di chi promette finanziamenti facili, e a verificare sempre con attenzione i tassi di interesse, le spese accessorie e le altre condizioni economiche previste dal contratto.

Tag

Auto  · Dossier  · Finanziamenti  · Fisco  · Servizio  · TAEG  · TAN  ·