Ultimo aggiornamento  23 ottobre 2018 19:52

Volkswagen prova a cambiare pelle.

Redazione ·

Il caso Volkswagen non è chiuso dopo lo scandalo del dieselgate, ma il futuro del gruppo sarà diverso, con più modelli a zero emissioni e un impegno nuovo come fornitore di “servizi per la mobilità”. All’assemblea dei soci, l’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Matthias Mueller, ha indicato la strada che il costruttore intende perseguire per continuare a crescere, senza ovviamente nascondere lo scandalo dei test sulle emissioni truccati con un software, che ha coinvolto 11 milioni di vetture del gruppo nel mondo. “Faremo di tutto – ha ribadito Mueller dopo essersi di nuovo scusato – per riconquistare la fiducia” dei consumatori.

Modular Electrification Toolkit

Anticipando di una settimana la diffusione dei numeri finanziari negativi a causa del dieselgate, l’amministratore delegato del colosso tedesco ha avuto oggi più spazio per concentrare il suo discorso sul “dopo”. Volkswagen, ha detto Mueller, presenterà al mercato 20 veicoli elettrici e ibridi plug entro il 2020, sviluppati sulla nuova piattaforma Modular Electrification Tollkit. E ancora più significativo è stato il passaggio sulla trasformazione del costruttore in fornitore di servizi di mobilità,  oltre che di veicoli. Parole già ascoltate da marchi come Ford, ma che hanno un significato speciale pronunciate oggi a Wolfsburg. 

“Vogliamo giocare un ruolo decisivo nel disegnare la mobilità di domani”, ha detto Mueller,  attraverso digitalizzazione e servizi per i quali servono  sia "partnership e investimenti azionari" e così puntare a essere all'avanguardia in settori "di alta redditività potenziale", sia una nuova società da formare “presto, legalmente indipendente, con il compito di promuovere il business dei servizi di mobilità utilizzando la necessaria velocità, uno spirito imprenditoriale e una maggiore agilità". 

9,9 milioni di veicoli (-2%)

All’anticipazione dei numeri del bilancio del gruppo nel 2015 è seguita oggi qualche specifica importante. Il dieselgate ha battuto un colpo sulle vendite e ha avuto un forte impatto in termini di oneri finanziari. L’anno scorso, il gruppo ha consegnato nel mondo 9,9 milioni di veicoli, il 2% in meno rispetto al 2014. Volkswagen ha perso (primo “rosso” dal 1993) 1,4 miliardi di euro dopo le tasse, 4 come perdita operativa, dopo un accantonamento di 16,2 miliardi per fronteggiare gli effetti dello scandalo delle emissioni truccate.

Nello specifico, si è appreso oggi che 7,8 miliardi dovrebbero servire per ricomprare le auto “incriminate” e per le modifiche dei motori diesel cui era stato applicato il software capace di far rientrare ai test le emissioni nella norma,  altri 7 per affrontare i risvolti legali della vicenda. Che non è chiusa, con nubi nere ancora ad addensarsi soprattutto negli Stati Uniti, dove il trucco è stato portato alla luce nel settembre del 2015. 

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