Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 15:03

Idrogeno, se il Galles supera Silicon Valley.

Paolo Borgognone ·

New York, Tokyo, Pechino, Londra: le regine mondiali dell’economia, della finanza, dell’innovazione. E se il futuro, invece, arrivasse da una zona rurale del Galles? Lo sperano alla Riversimple Movement Ltd, una piccola società nata in un posto ancora più piccolo, Llandrindod Wells. Mai sentito nominare? Un ripasso di geografia ci vuole: 5.000 abitanti, capoluogo della Contea di Powis, un paradiso termale a 60 chilometri dal confine con l’Inghilterra. E, forse, patria della più grande rivoluzione dell’auto dai tempi di Mister Benz. Soprattutto grazie al fenomeno del crowfunding: alle spalle della Riversimple e del suo fondatore Guy Battle non ci sono grandi gruppi industriali, ma solo i contributi volontari di chi crede a questa sfida e al suo successo negli anni a venire e diventa “azionista” della società.

Tabula Rasa

Dopo la geografia il latino. A Landridod Wells lo hanno studiato per bene e infatti hanno deciso di chiamare il loro progetto “Rasa”. Che sta per Tabula Rasa, cioè un foglio bianco su cui scrivere il futuro della mobilità. Come? Attraverso la realizzazione di qualcosa che nessuno ha mai tentato di fare: una piccola macchina a idrogeno, una due posti alla portata di tutti, dalle potenzialità pressoché infinite. Circa 40 chilogrammi di scocca in fibra di carbonio, 4 motori, uno per ogni ruota, per recuperare l’energia della frenata e ripartirla al motore che spinge la Rasa da 0 a 88 chilometri all’ora in 9 secondi, gomme Michelin speciali, luci al Led di ultima generazione. Il tutto lasciandosi dietro solo … un po’ d’acqua, con una autonomia che sfiora i 500 chilometri, 3 minuti per ricaricare l’energia da una pompa simile a quella da cui ci riforniamo di solito e messa proprio dove ci fa più comodo, al benzinaio sotto casa. Insomma, il futuro che diventa presente.

Il debutto al Londra Motor Show

Per ora le Rasa sono dei prototipi anche se già c’è chi le ha viste girare per Londra. La fase “beta” dei test”, come la chiamano i produttori, prevede la costruzione di venti esemplari che verranno battezzati coi nomi scelti dai più munifici tra i sottoscrittori e che serviranno a perfezionare il progetto e farlo conoscere al di fuori dei confini britannici. Intanto la piccola a idrogeno viene presentata all’ormai imminente Salone dell’Auto di Londra di inizio maggio.

Le sorprese continuano

Sfogliando le idee dei nostri amici gallesi c’è da rimanere a bocca aperta. Perché se tecnicamente il loro è uno dei progetti più avanzati che si stiano realizzando nel campo della mobilità sostenibile, alle spalle ci sono una serie di idee innovative e sorprendenti.

Ad esempio si prevede che, una volta realizzati i modelli di Rasa da commercializzare, questa auto non sia venduta. Si avete letto bene. Non sia venduta. E' allo studio, infatti, una specie di leasing a lungo termine. Il cliente pagherà, in sostanza, l’uso dell’auto, che rimane di proprietà della casa produttrice, la manutenzione, l’assicurazione e il carburante. “Non vendiamo auto, vendiamo mobilità” dicono con orgoglio dalle parti di Llandrindod Wells.

I progetti futuri della Riversimple prevedono la realizzazione di non più di 5.000 auto all’anno. Niente grandi impianti – che contrasterebbero con la svolta verde che la Rasa vuole impersonare – ma un uso intelligente e sostenibile delle potenzialità locali, con il coinvolgimento delle realtà economiche e imprenditoriali del territorio. Creando sinergie e posti di lavoro a chilometri e impatto ambientale zero.

Altra novità: i servizi di chi acquisterà una Rasa comprenderanno anche la creazione di stazioni di rifornimento di idrogeno dove sarà più utile al cliente. La Riversimple sta infatti realizzando accordi coi maggiori distributori di carburante per installare pompe di idrogeno nei punti che i compratori indicheranno come più convenienti per loro. Non sarà il cliente a dover cercare la stazione di servizio, ma il contrario.

Interesse in crescita

Il progetto Rasa sta già ottenendo notevoli riconoscimenti: il governo del Galles ha donato alla società produttrice 2 milioni di sterline per ricerca, sviluppo e innovazione; altri due milioni di sterline sono arrivati da un consorzio europeo per lo sviluppo dell’idrogeno. E la società che gestisce circa il 50 per cento delle strade gallesi ha già concesso alle Rasa il libero accesso sulla propria rete. 

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