Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 01:28

Please, Drive Me London.

Paolo Borgognone ·

Nel 1969 Ralph Mc Tell, un cantante folk inglese influenzato dal Rhythm and Blues americano e dalla musica tradizionale irlandese, scrive una canzone  - interpretata da oltre 200 artisti nei decenni successivi – mettendo in musica l’atmosfera delle strade della sua città, Londra: “The Streets of London” parla dell’umanità che popola quelle vie, dell’atmosfera che si respira da Croydon a Highbury. A quasi 40 anni di distanza, a partire dal 2017, le affollate strade della capitale inglese stanno per diventare il palcoscenico del più grande esperimento di guida autonoma mai provato al mondo.

Per le vie di Londra

Il progetto, illustrato da Hakan Samuelsson, Presidente e CEO di Volvo durante un convegno all’American Conference Centre, a pochi passi dal Tamigi e dalla Torre di Londra, si chiama “Drive Me London” e si inserisce nel più ampio e ambizioso programma della casa di Goteborg che vuole azzerare entro il 2020 il numero dei feriti gravi a bordo delle sue auto.

A partire dal 2017 un piccolo gruppo di Volvo a guida autonoma – destinato a crescere l’anno successivo superando le 100 unità, numero che renderà questo l’esperimento più grande mai fatto sulle strade inglesi - inizierà a frequentare le affollate vie della Capitale, raccogliendo informazioni e materiali utili agli ingegneri svedesi.

Auto-robot per famiglie

Quello che differenzia “Drive Me London” dai progetti simili organizzati da altre case, è che a guidare le auto semiautonome non saranno test driver professionisti, magari su tracciati studiati appositamente, ma vere famiglie, impegnate nelle attività normali che si fanno tutti i giorni: andare al lavoro, portare i figli scuola, organizzare gite. Alla Volvo, che raccoglierà i dati attraverso il Thatcham Research, si conta molto sulla esperienza di chi affronta ogni giorno il traffico della città più congestionata d’Europa per avere risposte funzionali alle necessità reali delle auto di domani, quella che – dicono a Goteborg – potrebbero vedere la strada già a partire dal 2021.  

Meno incidenti, più aria pulita

Le auto autonome, lo confermano diversi studi indipendenti, potranno avere un impatto positivo su molti aspetti della mobilità. Intanto, sempre per il Thatcham Research, potranno ridurre del 30% il numero degli incidenti, intervenendo in particolare su quelli causati dalla distrazione e da errori del conducente. E i nostri spostamenti, grazie alla tecnologia applicata a queste nuove macchine saranno più sicuri, più veloci, più “verdi”. Proprio per questo Samuelsson ha lanciato un appello ai governi perché mettano mano alle loro legislazioni, così da permettere l’uso su strada delle auto a guida autonoma il prima possibile.

Il Ministro inglese dell’Innovazione, Sajid David, a immediatamente risposto:” Il Regno Unito è in prima linea nella ricerca tecnologica, anche grazie a esperimenti come “Drive Me London”. Siamo ormai tutti convinti che la quarta rivoluzione industriale sia alle porte e la nostra determinazione è di essere tra i Paesi leader del cambiamento”. 

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