Ultimo aggiornamento  28 marzo 2020 18:48

Patente a punti, successo a metà.

Marina Fanara ·

Che fine ha fatto la patente a punti? O meglio, dopo quasi 13 anni di vita (debutta il 30 giugno 2003), la possibilità di ritrovarsi il documento di guida a secco di punteggio spaventa ancora gli automobilisti italiani? Ce lo siamo chiesto, soprattutto ora che con l’introduzione recente del reato di omicidio stradale, ci dovrebbe essere un motivo in più per rispettare le regole del Codice e quelle del buon senso. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Patenti svuotate e milioni di punti persi

Stando ai dati forniti dal ministero Infrastrutture e Trasporti (MIT), dal 30 giugno 2003 al 31 dicembre 2014 (ultimo dato disponibile), gli italiani hanno perso in tutto 104.816.587 punti per aver commesso in totale 25.480.907 infrazioni al Codice della strada. A causa dei quali si sono completamente scaricate 184.737 patenti. Il che ha costretto i diretti interessati a rifare l’intero iter, esame compreso, per riavere la licenza di guida.

Tra alti e bassi

Questi sono i numeri nudi e crudi. Ma vediamo di capire qual è stato l’andamento. Il trend del taglio punti è salito progressivamente fino a raggiungere il picco massimo nel 2007 e nel 2008, anni in cui gli italiani hanno perso più punti in assoluto: rispettivamente 10.500.462 e 11.038.796 a fronte di 2.543.575 e 2.292.703 violazioni al Codice. Dal 2008 l’andamento è in discesa e si è attestato a 7.908.898 penalità decurtate nel 2014. 

Meno punti ma uguali infrazioni

Evidentemente, gli italiani hanno imparato la lezione e sono diventati più prudenti, verrebbe da pensare. Neanche per sogno. A differenza degli alti e bassi mostrati dalla curva relativa alla perdita del punteggio, il numero delle infrazioni commesse si è mantenuto stabile sulla media di circa 2 milioni l’anno. Ed è significativo che, nel 2014, dato più recente fornito dal Ministero, i punti decurtati siano stati 7.908.898, tra i più bassi del periodo considerato, a fronte però di ben 2.052.192 violazioni commesse. 

Gli spericolati non demordono

Analizzando i dati del MIT, si può riscontrare come alcuni comportamenti pericolosi non siano diminuiti neppure con l'adozione della patente a punti: nell'ultimo triennio sono aumentate ad esempio, le violazioni all'articolo 142 comma 8 del Codice della strada ovvero, superamento del limite di velocità tra i 10 e i 40 km/h, che nel 2014 hanno sfiorato quota 1 milione, rispetto alle 820 mila circa del 2012. Al secondo posto il passaggio con il rosso con oltre 260 mila infrazioni, costanti dal 2012 a oggi. Migliora la situazione sull'uso delle cinture di sicurezza con un calo di circa il 20%. Forse troppo poco per parlare di successo.

A questo punto le speranze di un cambiamento radicale ed effettivo dello stile di guida sono riposte nel provvedimento sull’omicidio stradale: riuscirà a infondere prudenza sulle strade più di quanto sia riuscita a fare la patente a punti? È troppo presto però per dirlo. Staremo a vedere.  

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