Ultimo aggiornamento  25 giugno 2019 11:52

Volkswagen e la pace cinese.

Yang Quian ·

PECHINO - Alle prese con i lunghi effetti del Dieselgate, Volkswagen sembra trovare un po’ di tranquillità qui in Cina. Al Beijing Auto Show il capitolo emissioni è appena accennato: l’attenzione dei media è decisamente inferiore rispetto ai problemi del cambio automatico DSG su alcune vetture prodotte in Cina nel 2013, difettosità che aveva costretto l’allora numero uno del gruppo Martin Winterkorn, alle pubbliche scuse dopo gli attacchi della televisione di stato.

Sette auto a batterie entro il 2020

Herbert Diess, a capo del marchio Volkswagen, può quindi tirare un sospiro di sollievo e presentarsi alla conferenza stampa parlando solo di Cina: “Il mercato cinese è il più importante per l’innovazione e in particolare per i veicoli elettrici, per questo nei prossimi quattro anni lanceremo qui 7 veicoli ad alimentazione alternativa, ibridi, ibridi plug-in ed elettrici. Ritengo che in massimo 10 anni venderemo in Cina più elettriche che in qualsiasi altra parte del mondo”. Una strategia che sarà anticipata da “una operazione che porterà nelle strade di Pechino nelle prossime due settimane alcune unità di Budd-e, il nostro mini-bus elettrico, in modo da sapere cosa pensano i cittadini cinesi di lui e della mobilità elettrica in generale”, ha continuato Herbert Diess.

Cina, suv si raddoppia

Al resto ci ha pensato Jürgen Stackmann, membro del Board del marchio Volkswagen con la responsabilità di vendite e marketing che a Bloomberg ha dichiarato: “La gamma di suv in Cina nei prossimi 4 anni passerà dai 5 modelli attuali a 10. Considerando come punto di riferimento il nuovo Tiguan, aggiungeremo due nuovi crossover più piccoli e due più grandi”. Compresi - come ha sottolineato anche Diess - "suv completamente elettrici". E il dieselgate da queste parti sembra molto lontano.

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