Ultimo aggiornamento  21 aprile 2019 12:37

Rally dell'Elba, la grande bellezza.

Luca Bartolini ·

Sembrava ieri, con i traghetti stracolmi di appassionati e di vetture da corsa. Sembrava ieri, con la notte dell’Elba squarciata dai fari delle vetture in gara che si rincorrevano da un poggio all’altro. Sembrava ieri, con il pubblico assiepato anche a tarda ora, nei punti più impensabili della isola toscana, per seguire da vicino le gesta dei piloti in corsa.

Sembrava ieri, ma in realtà erano 16 anni che all’Elba non si correva una gara tricolore, anche se la passione per i rally in generale, e per questa corsa in particolare, si era rinnovata nel tempo attraverso varie edizioni, valide per serie minori. Sono stati due belle giornate di sport, quelle della corsa organizzata dall’AC Livorno, due giorni di sfide intense, lungo le impervie stradine che salgono verso le cime più alte dell’isola e che si gettano a capofitto dall’altra parte, verso gli intensi blu delle sue mille straordinarie insenature. Posti da sogno per i turisti di tutto il mondo, posti un po’ più difficili da frequentare con mostri da oltre 300 cavalli, lanciati ad andature non certo turistiche, e spesso, come quest’anno, sottoposti alle bizze del tempo, con improvvisi acquazzoni che hanno messo in serie difficoltà i protagonisti della corsa. Ma chi viene a correre all’Elba queste cose le sa, come sa che il vento umido di mare, ricco di salsedine, limando di giorno in giorno gli asfalti delle strade, le ha rese lisce e scivolose come lastre di ghiaccio e quindi molto difficili da interpretare.

Non a caso, dietro al dominatore della corsa Paolo Porro, pilota nato sulle rive del Lago di Como, si sia piazzato Salvatore Totò Riolo, pilota nato e cresciuto a Cerda, cuore storico della siciliana Targa Florio, gara che fa dei suoi asfalti lisci e scivolosi un banco di prova da superare assolutamente per chi voglia chiamarsi campione. Il primo al volante di una Ford Focus WRC, il secondo su una Peugeot 208 T16 che lasciava agli avversari un’ottantina di cavalli di vantaggio. Un gap sulla carta enorme ma sensibilmente limato dalle condizioni del fondo delle prove dove, il dosaggio della potenza, è uno dei segreti per ottenere tempi di rilievo. Il tutto ha creato una gara molto più incerta rispetto a quanto i freddi numeri ci dicano, con Porro davanti dal primo all’ultimo chilometro, ma con gli scratch in prova, le prestazioni cronometriche migliori, che sono andate anche a molti altri piloti.

Tra i più veloci nei singoli tratti cronometrati oltre al già citato Riolo, il toscano Tobia Cavallini, Ford Focus WRC, ed il comasco Corrado Fontana, alla guida della Hyundai I20 WRC, la più evoluta tra le World Rally Car in gara. Una trasferta strana per quest’ultimo, fermato nel corso del primo giorno da una doppia foratura e poi rientrato, completamente trasparente ai fini delle classifiche, e capace di vincere tutte le prove speciali della seconda giornata di gara.

Il rally ha dispensato, come sempre, gioie e sofferenze. Sofferenze come quella di Luca Pedersoli, al volante di una Citroen C4 WRC ex ufficiale e vincitrice anche di alcune prove del campionato del mondo rally, alle prese con una serie infinita di problemi meccanici, che, fra l’altro, gli hanno tolto alla fine anche la forza al traguardo di parlare con tutti quelli che lo circondavano.

Gioie, come quelle intense provate dall’elbano Francesco Bettini, velocissimo ed alla fine quarto assoluto, che con la sua Peugeot 207 Super 2000 ha messo dietro piloti sulla carta superiori e vetture assolutamente più performanti. 

Per risultati, classifiche e video della gara visita il sito di ACI Sport.

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