Ultimo aggiornamento  22 settembre 2019 16:08

Honda Clarity, la competizione virtuosa.

Francesco Paternò ·

Il gioco ricorda quella pubblicitario di una nota marca d’acqua minerale, ma qui la cosa è più seria perché in ballo ci sono l’ambiente e la salute pubblica. La Honda ha appena fatto sapere che la sua nuova ammiraglia a idrogeno, la Clarity, già in vendita in Giappone ed entro fine anno negli Stati Uniti e in Europa, sarà disponibile nel 2017 anche con propulsione ibrida plug in ed elettrica. Una buona notizia e un guanto di sfida ai principali competitor su questo tipo di alimentazioni, di nome Toyota e Hyundai.

Fino a 64 chilometri in elettrico

La Honda Clarity con motori benzina-elettrico arriverà sul mercato nordamericano, ma è chiaro che, come la versione a idrogeno, sarà poi venduta anche altrove. Secondo il costruttore, il sistema permette di percorrere con batteria carica (agli ioni di litio) fino a 64 chilometri a zero emissioni, prima che il motore termico subentri. Un record, così come è un record l’autonomia dichiarata della Clarity a idrogeno (sempre a zero emissioni), circa 480 chilometri con un pieno da fare in meno di cinque minuti.  Sperando che si sviluppi una vera rete di distribuzione e s’incontri per strada una stazione di rifornimento, ancora rara se non purtroppo unica, come quella di Bolzano in Italia.

Triplicando in modo virtuoso l’offerta di Clarity, la Honda scende in un campo dove i giapponesi di Toyota e i coreani di Hyundai stanno già giocando la loro partita. Hyundai, dopo essere arrivata per prima a proporre l’auto a idrogeno con il suv ix35, ha presentato nel marzo scorso al Salone dell’auto di Ginevra la Ioniq, berlina - a scelta - ibrida con batteria agli ioni di litio, ibrida plug in (cioè con batteria ricaricabile anche da una presa domestica) ed elettrica al 100%. La Ioniq à la carte sarà messa in vendita dall’estate sui principali mercati mondiali a partire dalla versione ibrida (in Corea del sud è già nelle concessionarie).

La Toyota, numero uno al mondo e precursore del verbo ibrido con la Prius del 1997, è a sua volta impegnata con lo sviluppo delle vendite della Mirai, la sua prima auto a idrogeno. Sulla quale il colosso giapponese sta investendo molto anche dal punto di vista della comunicazione, puntando a coinvolgere i governi (come è successo in Giappone) per la creazione di una rete di distribuzione, attualmente il vero punto debole dell’intera catena. La Toyota ha poi rinnovato completamente la Prius, lanciata sia ibrida che prossimamente ibrida plug in, dopo aver fatto del doppio motore un argomento di vendita molto forte nel mix dell’intera gamma.

Diverse ma a idrogeno

Tutte e tre a idrogeno, Honda Clarity, Hyundai ix 35 e Toyota Mirai sono prodotti diversi e apparentemente non in concorrenza, considerando che la prima è una berlina lunga quasi cinque metri, la seconda è un suv e la terza una berlina di medie dimensioni. Ma tutte e tre insieme, aspettando gradita concorrenza (al lavoro sull’idrogeno ci sono Bmw, Mercedes, Gm, Ford, Nissan), premono sullo stesso punto: esigere un impegno degli Stati perché possa espandersi la rete e affermarsi una nuova tecnologia rispettosa dell’ambiente.

Fra i tre costruttori, invece, è e sarà sempre più aspra la concorrenza sull’ibrido plug in, una motorizzazione che è già stata acquisita come positiva e accessibile sui mercati. Aspettando che la Honda rientri in campo con nuovi modelli annunciati entro il 2018, dopo avere cancellato in Europa le sue ibride per mancanza di clienti.

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