Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2019 10:45

Taxi driver, da New York a Roma.

Paolo Borgognone ·

Al cinema ci sono storie, situazioni, personaggi così riusciti che sembrano uscire dallo schermo, prendere vita, diventare quasi reali. E’ successo anche alla straordinaria interpretazione di Robert De Niro nei panni di Travis Bickle in “Taxi Driver”, il capolavoro di Martin Scorsese a cui proprio ieri il Tribeca Film Festival di New York ha dedicato una serata celebrativa.

Spente le luci del Beacon Theatre tra la 72esima strada e Broadway, abbiamo deciso di andare oltre, incontrando il taxi driver 2.0, il tassista che oggi a Roma già vive il futuro.

Silenzio, zero emissioni e risparmio

Quando Marco Massullo, il primo in Italia a guidare un taxi elettrico, mette in moto la sua Nissan Leaf … non succede niente. O meglio sembra non succeda niente. In realtà Marco fa quello che fanno tutti gli automobilisti del mondo, controlla la cintura, gli specchietti, un’occhiata che la strada sia libera, poi preme l’acceleratore e parte. Con un fruscio appena accennato.

E mentre guida il suo “Pisa 10” sotto il sole della primavera romana, scherza anche sul “battesimo elettrico” che impartisce ai tanti clienti che salgono per la prima volta su una vettura a batteria. 

Grazie alla Cooperativa 3570 – impegnata già da anni in una sfida anche a livello internazionale nel campo della riduzione delle emissioni - a Roma ci sono due taxi elettrici in circolazione, sui quattro in totale in Italia. Un numero esiguo, se si pensa che a Londra in previsione del blocco dei mezzi inquinanti nella zona centrale sono stati prenotati 18.000 “cab” elettrici.

 “In due – ci dice Marco Massullo – abbiamo percorso in diciotto mesi di attività circa 140.000 chilometri contribuendo a un risparmio di emissioni di circa 20 mila kg di CO2. Inoltre con la nostra auto produciamo 21 decibel di rumore, contro i 70 di un mezzo normale. E’ come paragonare una serata in campagna con una sveglia che suona”.

Grazie ad uno dei pacchetti offerti da ENEL per le colonnine, con 30 euro al mese si può fare il pienocon elettricità verde prodotta da energie rinnovabili certificate. “E presto – dice Massullo – saremo anche  in grado di fornire una “ricevuta” di emissioni zero ai nostri clienti”.

Ricarica a ostacoli

Tra i principali dubbi di chi si avvicina al mondo delle elettriche ci sono quelli che riguardano le colonnine: “Certo – conferma Massullo- a Roma sono ancora poche, così come in Italia, soprattutto per un deficit di intervento pubblico e per le lungaggini della burocrazia. Da una stima, basata sulla mia esperienza diretta in strada, circa l’84% delle volte che ci si avvicina per una ricarica c’è un intoppo: c'è chi occupa abusivamente lo stallo riservato alla colonnina, scambiandolo per un posto vuoto, chi mette la propria auto in ricarica lasciandola per intere giornate, impedendo cosi ad altri di accedere al servizio. E poi capita anche che le colonnine non funzionino”.

Attrazione irresistibile

Basta passare cinque minuti a bordo di "Pisa 10" per riscontrare l’interesse che questo mezzo suscita nei passanti, in particolare quando il tubo nero dell’alimentazione fuoriesce dal cofano anteriore e si attacca alla colonnina. Anche i colleghi di Massullo non sono rimasti indifferenti: ”Tanti mi hanno fatto domande, chiesto informazioni. Quanto dura l’autonomia, se si riesce a coprire il turno, se mi è mai capitato di restare scarico, se ci siano controindicazioni di qualsiasi tipo. In generale la categoria è molto interessata a questo esperimento. Sanno tutti che questo è il futuro anzi, per la verità è già il presente”.

Silenzio si gira

Gli chiediamo quali siano i vantaggi più evidenti per chi guida una elettrica: “Lo stile di guida è leggermente diverso e bisogna fare un po’ di pratica. Però con queste auto il guidatore può stare molto più rilassato: niente vibrazioni, scossoni, niente problemi col cambio. Quando si passano tante ore in macchina come succede ai guidatori professionisti, questi sono vantaggi impagabili. E poi il bello del nostro mestiere è poter parlare ogni giorno con tante persone diverse per razza, cultura, idee, lingua e avere un’auto totalmente silenziosa permette di essere ancora a contatto coi clienti. Senza contare che stiamo facendo qualcosa per il bene della nostra città”. 

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