Ultimo aggiornamento  24 settembre 2019 11:39

Renault Scénic, monovolume di design.

Francesco Paternò ·

Funzionalità e design. Entrambi fortemente caratterizzati, per giocare un’altra partita. Non ci parla di calcio André Abboud, direttore programma prodotto della nuova Renault Scénic e della Mégane Sporter, ma dei nuovi modelli che il costruttore francese ha appena lanciato nel segmento C, completando la gamma Mégane berlina e l’offerta di cui fa parte anche il suv Kadjar. Viene spontaneo chiedere subito ad Addoud dove Renault può trovare tutti questi clienti nello stesso segmento, piuttosto affollato anche dalla concorrenza. “Dove? Ma nel mercato – ci risponde pronto il manager francese - che infatti è affollato! Diciamo che la domanda è diventata soltanto più specifica e che, come costruttore, siamo costretti a rispondere a ogni esigenza. Chi vuole la berlina per sedere più in basso, chi sceglie la break cioè la familiare per avere più bagagliaio, chi punta sul crossover per avere un piano di seduta più alto e così via”.

Quarta generazione

La nuova Renault Scénic, arrivata alla quarta generazione, ha stupito al recente Salone di Ginevra. È sempre una monovolume, 20 anni dopo la prima generazione e 5 milioni di unità vendute, ma con uno stile molto personale e con un atout che potrebbe fare tendenza, come i cerchi da 20 pollici di serie su tutte le versioni. Una caratterizzazione voluta dal designer olandese Laurens van den Acker, il quale ha rivoluzionato l’immagine di marca negli ultimi anni, con i fatti che gli hanno dato ragione. Chiediamo ad Addoud quanto sia stato un rischio calcolato riproporre la Scénic di quarta generazione su un mercato europeo dove questo tipo di carrozzeria continua a perdere terreno, incalzato da crossover e suv che la clientela sembra decisamente preferire.

“Il segmento C – ci dice Abboud – vale circa il 40 per cento in Europa. Il crossover è cresciuto rapidamente e si è preso circa il 28 per cento del mercato. La quota di monovolume è scesa molto fra il 2007 e il 2012, stabilizzandosi intorno al 16 per cento. Tutto questo per dirle che tuttavia ci sono clienti che cercano crossover e altri che cercano ancora monovolume. La nuova Scénic ha una modularità assai migliorata di versione in versione e oggi c’è sempre una domanda di questo. È il suo dna, rinforzato da un design molto nuovo”.

Non a trazione integrale

La Renault Scénic ha naturalmente un chiaro senso industriale, potendo beneficiare delle economie di scala di un segmento C così ampio e avendo lo stesso pianale su cui nascono le berline Mégane oltre che le più grandi Espace e Talisman. Rispetto al passato, la monovolume francese non avrà invece più una versione con trazione integrale (c’è la Kadjar a presidiare la fascia di mercato). E a chi sostiene che i cerchi da 20 pollici di van den Acker rischiano di essere un attentato al confort, alla Renault rispondono che la spalla ribassata dei pneumatici è pronta a compensare.

Detto che il costruttore è sicuro di trovare acquirenti per tutto il suo segmento C (e non solo), quelli di Scénic saranno prevalentemente le famiglie, sostiene Abboud, anche per l’attenzione riservata a chi siede sul divano posteriore, dove "i clienti sono sempre più esigenti”. Restano minoranza in via di estinzione invece quelli di coupé e cabriolet: è il motivo per cui Renault non proporrà più Mégane con queste carrozzerie? “Non abbiamo più bisogno di fare una coupé per avere un design altrettanto forte. Funzionalità non deve più significare stile debole. Questo è un vero cambiamento. Se si lavora bene sulle proporzioni e si è decisi sul design di ogni modello, non c’è più necessità di fare altro”.

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