Ultimo aggiornamento  08 dicembre 2019 00:55

Parcheggi disabili, sosta selvaggia nel mirino.

Marina Fanara ·

Che le nostre città soffrano di una cronica mancanza di parcheggi è assodato. Ciò non giustifica però che gli italiani, pur di accaparrarsi un posto, siano pronti a passare sopra a tutto: alle regole e ai diritti degli altri, anche dei più deboli, come i portatori di handicap. Un malcostume diffuso e dilagante, da nord a sud, quello dell’occupazione abusiva dei posti riservati ai disabili. Che, a questo punto conviene ricordare, è vietata dalla legge (art.158 del Codice della strada), ma le sanzioni non bastano a sconfiggere l’odioso fenomeno. Un aiuto potrebbe arrivare dalla tecnologia e a pensarci sono le due più grandi metropoli italiane, Roma e Milano.

All’ombra del Cupolone

Si chiama Tommy, e verrà attivato a breve in via sperimentale, nelle strade romane del I Municipio, in pieno centro storico. Tommy come Tommaso, il ragazzo autistico figlio del giornalista Gianluca Nicoletti, a capo di Insettopiaonlus costituita per promuovere iniziative a favore delle persone diversamente abili, spesso svantaggiate anche in termini di diritti alla mobilità. Come quello, appunto, di accedere agli spazi loro dedicati che a Roma è un fenomeno diffuso, ma non quantificabile (la Polizia municipale non ha fornito i dati).

Realizzato da ACI Consult, in collaborazione con Insettopia, Tommy è un dispositivo composto da una piccola piastra da fissare a terra con 4 semplici perni (non c’è bisogno di fare scavi) dove è alloggiato un sensore (per rilevare la presenza di un’auto nello stallo) e da un allarme acustico. È auto-alimentato con una batteria (ciclo di vita stimato in due anni) ed ha un prezzo accessibile non superiore a 250 euro, compreso installazione e pratiche autorizzative.

Il funzionamento è semplice: quando un veicolo non autorizzato occupa il posto riservato, dopo dieci secondi scatta una sirena per circa mezzo minuto, a meno che il titolare della vettura munita di permesso disattivi l’allarme con il telecomando in sua dotazione. Insomma, è una sorta di antifurto psicologico: si spera che il suono di una sirena che inevitabilmente attrae l’attenzione degli altri sul trasgressore, lo faccia vergognare di fronte a tutti. Peggio che prendere una multa. 

Ai piedi della Madonnina

L’amministrazione meneghina sta provando anche a usare l’arma fiscale, sull’esempio di Londra: chi occupa i parcheggi, oltre alla contravvenzione, viene segnalato all’Agenzia delle Entrate che deciderà un eventuale accertamento a suo carico. Ora Palazzo Marino sta per aggiungere (si tratta di pochi mesi) anche l’arma del microchip, nella speranza di stanare i "furbetti" in flagranza.
Si tratta di inserire dei sensori nell’asfalto delle aree di sosta riservate, in grado di verificare se l’auto in questione è provvista del microchip installato sui veicoli autorizzati. In caso contrario, parte immediatamente una segnalazione alla Polizia locale.

Che ha un bel da fare con gli abusivi della sosta negli stalli riservati ai disabili: stando ai dati del 2015, gli agenti hanno elevato ben 6.014 contravvenzioni per questa odiosa pratica.  Considerando che i parcheggi riservati a Milano sono 4.346, vuol dire che circa una volta e mezzo l’anno lo stallo è stato occupato da chi non ne aveva diritto. L’illecito non risparmia neanche gli stessi portatori di handicap che, probabilmente per necessità, sono stati costretti a lasciare l’auto nello spazio a uso esclusivo di un altro disabile (954 multe su un totale di 1.322 stalli personalizzati). Per completare il quadro, vanno aggiunti i 2.648 automobilisti multati per aver usato come parcheggio scivoli e raccordi riservati. Alla faccia del senso civico. 

Cosa dice la legge

Chi lascia un veicolo nello spazio riservato agli invalidi, secondo l'art. 158 comma g del Codice della strada, rischia una multa da 85 a 338 euro (per le due ruote, da 40 a 164 euro). In più, è prevista la rimozione del veicolo e la decurtazione di 2 punti dalla patente.

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