Ultimo aggiornamento  31 ottobre 2020 23:45

Miss Benz, la signora dell'automobile.

Paolo Borgognone ·

Un mondo molto maschile. La cui prima eroina è stata una donna. La prima a guidare un’automobile su una lunga distanza, 104 chilometri, verso sud. La prima di un miliardo, tanti sono, più o meno, i guidatori oggi. Bertha Benz.

Il suo nome è scolpito a lettere d’oro nella storia delle quattro ruote. Coraggio, determinazione, convinzione che quell'idea avuta dal marito avrebbe effettivamente cambiato le sorti del mondo. Fu questo a spingerla a un atto addirittura rivoluzionario, per l’epoca. Un viaggio che avrebbe cambiato tutto.

Indietro nel tempo

Andiamo a ritroso nella storia: siamo nel 1888 e Karl Benz ha inventato da circa due anni una cosa che si chiama automobile. Molto diversa da quella che oggi abbiamo nel garage sotto casa, ma pur sempre una automobile. Solo che il mondo non è proprio entusiasta e la Patent Motorwagen di Benz non è certo un successo.

Poi un giorno Bertha – figlia di un carpentiere e prima sostenitrice, anche in senso economico, del sogno a quattro ruote del marito – decide di rompere gli indugi e dimostrare a tutti che "si può fare".

Carica i due figli maggiori Eugen e Richard sulla Patent Motorwagen e parte: 104 chilometri attraverso i vigneti del Baden, tra Mannheim, dove vive con Karl, e Pforzheim, la capitale tedesca del gioiello, dove è nata e dove risiede la sua famiglia di origine. Il bello è che – rompendo uno schema della società di allora – compie questo gesto senza avvertire il marito. E senza averne il consenso.

Di questa avventura – tanto più rischiosa e difficile se si pensa alla mancanza di strade, mappe, indicazioni, guide, con una farmacia come unico punto di ristoro e come prima "pompa di benzina" della storia – Karl saprà solo a cose fatte quando la moglie, dalla casa paterna di Pforzheim, gli manderà un bel telegramma per avvertirlo che sarebbe stata di ritorno a casa il giorno successivo.

Straordinario spot

La storia del viaggio di Bertha Benz e della Patent Motorwagen sfiora in molti punti la leggenda. Come già detto per fare rifornimento, la Signora Benz dovette ricorrere ad una farmacia a Wiesloch dove si fermò ad acquistare il Ligroin, oggi un semplice solvente da laboratorio, allora la prima "benzina".

Quando la donna ebbe seri problemi di freni, li risolse brillantemente aggiungendo della pelle che aveva acquistato lungo la strada da un calzolaio a Bauschlott/Neulingen. Così la signora Benz nel corso di quel viaggio, inventò i cuscinetti.

Da quell'esperienza trasse anche la convinzione che si dovesse trovare il modo di "cambiare marcia" per affrontare al meglio le salite e non ritrovarsi a dover spingere. Tra Mannheim e Prorzheim, infatti, c’è un dislivello di circa 250 metri e i ragazzi furono a volte costretti a scendere e ad aiutare la Patent Motorwagen a scollinare. Stava per nascere la trasmissione.

Il viaggio fu un successo da ogni punto di vista. Tutti iniziarono ad interessarsi della strana invenzione di Herr Benz e non ci volle molto perché dal prototipo si passasse a modelli più evoluti, in grado di affrontare ogni distanza, qualsiasi strada, con ogni tempo.

Il nome Benz è per molti sinonimo di auto. In Germania nel 2008 la autorità federali hanno dichiarato la strada che Frau Bertha percorse in quel lontano 1888 percorso turistico e sono in molti oggi a cimentarsi, in maniera parecchio più comoda e rilassata, in quel viaggio che ha contribuito a regalare all'umanità uno dei simboli del progresso e della libertà individuale.

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