Ultimo aggiornamento  14 dicembre 2019 12:11

Vidal (Peugeot): "La qualità per prima cosa".

Francesco Paternò ·

Con Gilles Vidal, quarantenne direttore del centro stile di Peugeot dal 2010, è più facile parlare di cose che devono accadere. Sia per una cultura propria del designer, che necessariamente deve guardare avanti a sé, sia per la sua formazione fatta di anni a capo dei prototipi, prima in Citroën e poi in Peugeot. Vidal è l’artefice del nuovo corso stilistico del marchio francese, dalla sua matita virtuale sono uscite le 108, 208, 308, 2008 e il nuovo volto della 508. Senza dimenticare alcune sue recenti concept car che hanno sorpreso per l’uso di alcuni materiali, come la carta riciclata di quotidiani.

"Desiderabile ma non aggressivo"

Dopo la presentazione al recente Salone di Ginevra, è ora in vendita la nuova versione della Peugeot 2008, il piccolo crossover di casa diventato più suv grazie agli interventi di restyling firmati da Vidal. Questa impronta stilistica più forte è una tendenza necessaria per un segmento di mercato caldissimo in Europa, chiediamo? “Ha voluto rafforzare il carattere della vettura – ci risponde il designer francese – creando un suv civilizzato ed efficiente. Il veicolo ora ha più protezioni laterali, la griglia più verticale dà più consistenza, l’obiettivo è di avere un prodotto funzionale e desiderabile, ma non aggressivo. È riuscire ad avere personalità forte e nello stesso tempo restare elegante come una vera Peugeot”.

In un mercato in cui tutti sono pazzi per suv e crossover, gli chiediamo se ci sia spazio per un veicolo con le stesse caratteristiche ancora più compatto, sotto la 2008. “Non è previsto”, ci dice Vidal,“è molto complicato immaginare un veicolo alto e corto e con una base meccanica ad hoc”. Più facile strappare una sua opinione se nel prossimo futuro sparirà qualche modello di carrozzeria. “Sparire del tutto no, ma le grandi berline avranno una evoluzione molto forte. Oggi ci sono almeno tre grandi famiglie di questo tipo di auto, presto si andrà a semplificare l’offerta. Come? I modelli saranno sempre più compatti almeno in Europa, mentre le grandi resteranno soprattutto per i mercati nordamericano e cinese. Da noi, la tendenza in atto è piuttosto quella dell’efficienza. Dunque, carrozzerie più leggere e più aerodinamiche. Cosa che mi piace molto”.

Guida autonoma, cosa cambia

Le prossime auto a guida autonoma sono destinate a cambiare radicalmente non solo il nostro modo di utilizzo delle quattro ruote, ma anche l’architettura interna. Aspettando questi modelli, chiediamo a Vidal quale sia oggi, nell’esistente, l’idea forte per l’interior design: qualità, connessione, spazio? “La qualità innanzitutto. Che ha bisogno di un miglioramento continuo. E presto l’iperconnetività che - con la guida autonoma - ci permetterà di fare altre cose mentre siamo a bordo, ottimizzando il tempo”. Un tipo di innovazione che tuttavia potrebbe non piacere a tutti gli umani: oltre a lasciare a un robot i comandi della macchina, in questa visione si sarebbe già al lavoro per risolvere problemi ancora prima di arrivare fisicamente in ufficio.

Vidal sorride e ne approfittiamo per riportarlo sul design: quali sono i marchi più innovativi in questo momento, Peugeot esclusa ovviamente? “Per tutti i designer, la prima missione è fare un design unico. In giro vedo tante cose interessanti, per esempio a casa Volvo, che ha fatto un salto dopo che è diventata di proprietà cinese di Geely. I tedeschi fanno invece cose molto differenti. Audi sta mostrando delle novità per il futuro, tranne che per gli interni. Mercedes ha fatto una rivoluzione cambiando la sua immagine in modo incredibile. La Classe A è innanzitutto per un pubblico super giovane, pur restando con uno spirito Mercedes. La verità è che una via tedesca non esiste, ognuno ha la sua strada ed è sempre una questione di investimenti e di creatività”.

Accade nella Silicon Valley

Un discorso che vale anche per i nuovi arrivati della Silicon Valley, da Tesla a Google o a Apple. “Certo. Per Elon Musk di Tesla, l’industria tradizionale dell’auto è senza futuro e spinge perché ci si sbarazzi dell’esperienza automobilistica. È una visione che fa convergere tutto sull’innovazione, un modo diverso di pensare e concepire l’automobile. Sì, siamo alla vigilia di una rivoluzione che quasi nemmeno immaginiamo”.

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