Ultimo aggiornamento  19 febbraio 2019 18:06

Le spose mancanti di Marchionne.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

All’Assemblea degli azionisti FCA di Amsterdam, Sergio Marchionne ha rilanciato per l'ennesima volta la questione alleanze. Anche se è chiaro, per sua ammissione, che ormai non riguarderà direttamente la sua gestione, ma quella di chi lo sostituirà alla fine del 2018, alla scadenza del suo contratto.

Non dovrebbe essere la GM di Mary Barra, alla quale il manager italo-canadese ha posto più che una serie di attenzioni in passato e ancora oggi ("è quella che avrebbe i numeri giusti"), tutte finora respinte al mittente. Nulla da fare neppure per i coreani di Hyundai che, pur avendo le potenzialità per generare sinergie su larga scala, secondo Marchionne “non hanno alcuna intenzione di sposarsi con nessuno”.

Il nome delle possibili spose per FCA - che lo stesso Marchionne ha indicato ad Amsterdam – sarebbero quelli di Toyota, Volkswagen e Ford. Bene. Vale però un principio ben conosciuto in politica: si fanno sempre i nomi di chi non ha alcuna chance di arrivare sul traguardo. Meglio cercare indicazioni del possibile alleato altrove.

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Direttore de l'Automobile