Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 10:44

I 5 musei dell'auto da non perdere.

Paolo Borgognone ·

Da sempre l’auto, la sua storia, la sua evoluzione, il suo ieri cosi connesso all’oggi e al domani, affascina e diverte gli appassionati. Ovunque il mondo celebra la passione per l’auto. E allora, anche se non partiamo da Saville Row e dal Club della Riforma come Phileas Fogg, il protagonista di “Il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne, possiamo comunque sognare di realizzare un nostro personale giro del mondo scoprendo 5 dei musei più interessanti, curiosi, sorprendenti ai 4 angoli del pianeta.
Pronti? Si parte.

Cara vecchia Inghilterra

Prima tappa del nostro viaggio la verdeggiante campagna del Surrey, a sud di Londra. Nella cittadina di Weybridge – citata per la prima volta nel Domesday Book di Guglielmo il Conquistatore del 1086 come Webrige - c’è il Brookland Museum. Il nome Brookland agli appassionati di motori dice molto: qui Hugh Lock King, nel 1907, costruì il primo circuito nato appositamente per le corse di auto; qui nacque la prima scuola di pilotaggio di aerei nel 1908. Brookland era la “casa” del Concorde e sede di punta della ricerca ingegneristica inglese del XX secolo. Il museo offre quindi un’opportunità straordinaria di viaggiare nel tempo, attraverso una collezione di auto, aerei e perfino autobus, dato che Brookland è anche la sede del London Bus Museum.

Maggiori informazioni sul sito www.brooklandmuseum.com

Regina d’Olanda

Un breve volo ed eccoci dall’altra parte della Manica, a L’Aja: la città, pur non essendo la capitale del Regno d’Olanda, è la sede di molte delle più alte istituzioni del Paese e non solo. Al Noordeinde Palace dell’Aja risiede il Re Guglielmo Alessandro con la regina Maxima. Appena fuori città ecco il Louwman Museum, che vanta il titolo di più antica collezione privata di auto del mondo. Il Museo venne fondato nel 1934 ed è ospitato in un edificio progettato dall’architetto Michael Graves. Espone gioielli come la Jaguar D-Type XKD 606 del 1956, trionfatrice della 24ore di Le Mans del ‘57 e la Lagonda M54R, vincitrice della corsa nel 1935. Pezzo forte è la Benz Patent Motor Car del 1886, la prima auto mai costruita. E la prima ad aver realizzato un viaggio di distanza impensabile, i 194 chilometri tra Mannheim e Pforzheim. Curiosità: alla guida – e senza il consenso del marito – Bertha, la moglie di Karl Benz.

Di più su www.louwmanmuseum.nl

Il nuovo mondo

Dall’Olanda, seguendo un viaggio simile a quello dei Padri Pellegrini, arriviamo nel Massachussets, Stati Uniti. A pochi chilometri da Plymouth, dove attraccò nel novembre del 1620 il Mayflower, troviamo la cittadina di Brookline. Già nota con il poco attraente nome di Muddy River (letteralmente fiume torbido), Brookline è conosciuta per aver dato i natali al 35esimo Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy. Qui 85 anni fa Larz Anderson diede vita al suo Museo dell’Automobile, “la più antica collezione di auto d’America”. La Carriage House – costruita nel 1884 dall’architetto Edmund Wheelwright, progettista di palazzi famosi come la Boston Public Library - ospita non solo una mostra permanente sulla storia delle quattro ruote negli Usa ma anche esibizioni dedicate alle moto e ai motori in generale e ha una dinamica sezione educativa con spettacoli ed eventi per i più giovani. Nel parco di 64 acri attorno al museo è ospitato un fitto calendario di eventi all’aperto. Una data su tutte? Domenica 7 agosto 2016, la giornata si chiama “Tutto Italiano”…!

Per saperne di più : www.larzanderson.org

Hello Australia

Con un balzo degno del re dei canguri eccoci catapultati dall’altra parte del mondo: Birdwood, South Australia. Questa cittadina alle porte di Adelaide deve il suo nome a Sir William Birdwood, generale delle Forze Imperiali Australiane che guidò l’esercito Anzacs nella battaglia di Gallipoli, in Turchia nel 1915. A Birdwood dal 1965 ha sede il National Motor Museum, molto più di una semplice mostra di veicoli. Qui, infatti, si può ripercorrere la storia del trasporto stradale in Australia. Fondato da un appassionato motociclista, Jack Kaines, oggi il Museo ospita oltre 300 mezzi, insieme con una originale stazione di servizio degli anni ’20 perfettamente funzionante. Il più antico mezzo del Museo è una De Dion Bouton Type E del 1900.

Per maggiori informazioni: www.motor.history.sa.gov.au

A casa della storia

Ultima tappa: siamo venuti a trovare un signore il cui nome è sinonimo di auto, Kiichiro Toyoda. Per lui siamo arrivati sull’isola di Honsu in Giappone lungo il fiume Tempaku a Nagoya, la città che ospita il Toyota Commemorative Museum of Industry and Technology, un paradiso per gli appassionati di ingegneria applicata ai trasposti e non solo. Il gigantesco Automobile Pavillion ripercorre la storia del mitico marchio Toyota, strettamente legato alla figura di Kiichiro, l’uomo che fece entrare il colosso giapponese nel mondo dell’auto, con la fondazione dell’Automotive Department Division, il 1 di settembre del 1933. Il primo modello creato – e conservato al museo – fu un camion, denominato Model g1, che vide la luce alla fine dell’estate del 1935.

Per scoprire di più: www.tcmit.org

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