Ultimo aggiornamento  26 maggio 2019 20:09

Rallye show a Sanremo.

Luca Bartolini ·

Si è svolta nel week end la 63esima edizione del Rallye di Sanremo, una manifestazione senza tempo, dal fascino straordinario. Di stagione in stagione, crescono il numero degli iscritti in gara, degli addetti ai lavori impegnati e degli appassionati al seguito, confermando la tradizione che vede in questa gara una delle più seguite e spettacolari dell'intero panorama rallistico nazionale. 

Cinque competizioni in una 

Quest’anno, sulle strade ricche di memoria che circondano Sanremo, si sono sfidati 220 equipaggi. Un numero straordinario, frutto del sapiente accostamento nello stesso evento di una gara dedicata alla vetture moderne, il 63. Rallye Sanremo, di due dedicate alle storiche, il Sanremo Rally Storico, e la gara di regolarità, Sanremo Storico Coppa dei Fiori, valide entrambi anche per le serie continentali di categoria, e di un altro rally regionale, il Sanremo Leggenda, riservato alle moderne.  Ad aggiungere un pizzico di novità ed un significativa apertura verso il futuro, gli instancabili organizzatori dell’Automobile Club del Ponente Ligure, hanno aggiunto quest’anno anche la prima edizione dell’Eco Rallye, che ha visto sfidarsi un piccolo plotone di vetture ad alimentazione alternativa.

Un lungo serpentone viaggiante, uno spettacolo in movimento di poco meno di quattro ore che a più riprese, nel corso di in un giorno e mezzo, notte compresa, è passato e ripassato su alcune delle strade più celebri del rallismo internazionale, esaltando decine di migliaia di appassionati convenuti da tutto il mondo. Lo spettacolo ha consentito ai tifosi di gustarsi il passaggio in gara delle vetture di  ogni epoca, seguendo idealmente la storia di questa specialità dagli albori ai giorni nostri.

Andreucci regna

Prestigiosi e spettacolari tutti gli appuntamenti hanno confermato anche di godere di un tasso tecnico altissimo.  Tra le “moderne” con la manifestazione divisa in due gare, una per ciascuna tappa, si sono imposti il veronese Umberto Scandola, in coppia con Guido d’Amore, nel primo caldo giorno di corsa. mentre in gara due,  sotto il diluvio e con il tracciato avvolto da fitti banchi di nebbia, ha invece visto prevalere l'esperienza e l’acume tattico di Paolo Andreucci, in coppia con Anna Andreussi, su Peugeot 208 T16 R5. Il nove volte campione italiano ha anche conquistato il successo nella classifica generale del rally consolidando la leadership nella classifica di campionato. Tra le storiche ad essere protagoniste sono state invece le due Lancia Delta 16 V di Massimo Pedretti “Pedro” e di Luigi Battistolli “Lucky” che si sono dati battaglia fino in vista del traguardo terminando divisi da 1”7 dopo due giorni di corsa. Da sottolineare anche il quinto posto dell’ex pilota di formula uno Erik Comas che ha dato spettacolo a bordo della sua Lancia Stratos

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