Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 11:29

Omicidio stradale, il punto di vista della Polizia.

Marina Fanara ·

È troppo presto per dirlo, ma gli agenti della Polizia stradale che, insieme alle altre forze di pubblica sicurezza hanno l’onere di applicare le leggi sulla strada, ne sono pressoché certi: per loro l’omicidio colposo, non riserva alcuna sorpresa. "Per quanto ci riguarda – affermano i dirigenti del Servizio Polizia stradale del ministero dell’Interno – non intravediamo grandi criticità. Ovviamente, a nuove regole corrisponde un maggior impegno da parte nostra e, nella fattispecie dell’omicidio stradale, c’è da aspettarsi un maggior carico di pratiche burocratiche. Per il resto, il nostro ruolo si limita alla verbalizzazione degli illeciti, alla rilevazione e ricostruzione degli incidenti, al controllo del rispetto delle leggi. Quello che praticamente facciamo da sempre".

Alcol e droga: i controlli forzati

Questo non significa zero difficoltà. Prendiamo, per esempio, il capitolo di un sinistro mortale o con lesioni gravi causato da un conducente sotto effetto di alcol o di droghe: secondo la nuova norma, ora gli agenti possono obbligare il soggetto all'accertamento se rifiuta di sottoporsi ai test. Per procedere, basta un’autorizzazione a voce da parte del Pm, nei casi di sospetto fondato di alterazione psicofisica, che va verificato al più presto, prima che gli effetti svaniscano compromettendo le indagini.
Un aspetto che desta qualche perplessità: "È una faccenda delicata, non è mai bello per noi dover intervenire con la forza – sostengono ancora i dirigenti della Stradale - e dovremo prepararci, con una formazione ad hoc, per questa eventualità. C’è da dire che comunque questa parte della nuova legge va a colmare gli spazi vuoti dell’attuale normativa in materia" (che, in taluni casi, agevola chi rifiuta l’accertamento, come indicato in questo pezzo). E funzionerà da deterrente per chi ha l’abitudine di bere troppo prima di mettersi al volante, pensando di farla franca in caso di un controllo: ora, chi si ribella al prelievo imposto dalla polizia rischia comunque l’arresto, da sei mesi a cinque anni, per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 del Codice penale).

Il fermo sul posto

E l’arresto in flagranza di reato? “È obbligatorio solo in caso di omicidio provocato da un conducente gravemente ubriaco o drogato. In tutti gli altri casi di incidente mortale, l’arresto è consentito, dipende dalla pericolosità del soggetto, non dal fatto in sé. Ovvero, dal rischio che possa reiterare ii reato. Rischio che, a sua volta, viene valutato in base ai precedenti e alla personalità del soggetto in questione”. Resta il fatto che nel caso dell'omicidio stradale, il carcere è sempre “precauzionale”. L’ultima parola spetta comunque al giudice: per convalidare il fermo, decidere per i domiciliari, il braccialetto o la detenzione in galera.

Pirati della strada

La nuova legge stabilisce che l’arresto in flagranza di reato in caso di incidente mortale è sempre consentito anche se chi ha provocato il disastro si ferma a prestare soccorso. Se, invece, il responsabile scappa ma entro 24 ore si costituisce, l’arresto non potrà avvenire in flagranza, anche se il soggetto rischia un aggravante di pena (da uno a due terzi e, comunque, in linea generale, almeno 5 anni di carcere in più per l’incidente mortale e 3 anni per un sinistro con feriti). Secondo il ministero dell’Interno, nonostante possa sembrare un paradosso, la scelta legislativa risponde all’esigenza di assicurare alla giustizia i responsabili piuttosto che la mera applicazione di sanzioni, favorendo in tal modo il ripensamento del fuggiasco.

Il giudizio della Polizia

Il voto finale non spetta alle forze dell’ordine, ma il giudizio dei rappresentanti della Polizia Stradale è complessivamente positivo: "Ci aspettiamo un grosso effetto repressivo sui circa 3.500 morti sulle nostre strade (dati ACI-Istat) ravvisabili tutti come omicidi stradali, alla luce della neonata fattispecie di reato". Basterà per sconfiggere la piaga dell’"insicurezza" stradale lungo la penisola? Servirà a infondere il rispetto delle regole tra i tanti incoscienti che sfrecciano sulle nostre strade incuranti del pericolo per sé e per gli altri? Alla Polizia non hanno dubbi: prevenire è importante almeno quanto punire con una pena esemplare.

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