Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2019 14:51

Nuova Volkswagen Tiguan, cambia tutto.

Roberto Sposini ·

Sul mercato italiano, dove il nuovo modello arriverà a maggio, è stata spesso accusata di avere una personalità un po’ debole. In Volkswagen finalmente l’hanno capito e con la seconda generazione della Tiguan sembrano aver trovato la strada giusta. Cosa cambia? Molto. Anzi, tutto: dal design decisamente più grintoso, al nuovo pianale (è il modulare Mqb, quello già usato dalla Polo alla Passat, pensato per ospitare versioni benzina, gasolio e metano, fino all’ibrido e all’elettrico), dalle dimensioni (più lunga, larga e bassa, in alcuni mercati ci sarà persino una versione con passo allungato), alle otto motorizzazioni disponibili.

Integrale o anteriore a scelta

Non cambiano gli ingredienti che il pubblico ha mostrato di apprezzare di più nella prima versione, ossia la trazione, integrale o solo anteriore a scelta e i due frontali, uno più stradale e l’altro più avventuroso per quelli che l’offroad almeno lo sognano (visto che farlo è sempre più difficile). E proprio a chi piace l’idea di abbondonare l’asfalto a favore di terreni e strade più stimolanti piacerà l’evoluzione del sistema 4Motion che con l’Active control offre modalità di trazione da adattare a tutte le situazioni (Onroad, Snow, Offroad e Offroad individual).

La Tiguan si è aggiornata anche in tema di sicurezza e adesso offre sistemi ormai irrinunciabili: la funzione di frenata di emergenza, il riconoscimento dei pedoni, il cofano motore attivo per minimizzare le conseguenze di un impatto, il Lane assist contro i cambi di corsia involontari, la frenata anti collisione e un sistema che monitora la stanchezza del guidatore, arma decisiva contro i pericolosi colpi di sonno. Insomma, un bel passo avanti rispetto alla prima generazione.

Tre allestimenti

E adesso entriamo nei dettagli, tutti verificabili già nei concessionari Volkswagen dove la nuova Tiguan è in prevendita. Tre gli allestimenti (Style, Business, Executive), due le trazioni e due i frontali come anticipato, il più offroad dei quali con angoli caratteristici che dovrebbero consentire di affrontare terreni moderatamente impervi. E i motori? Per ora è possibile scegliere fra la 2.0 TDI, nelle versioni da 150 o 190 cv e la benzina TSI 1.4, anche questa disponibile con due livelli di potenza: 125 o 150 cv. A seguire la proposta dei motori aggiungerà altre sei opzioni, con un ventaglio di potenze che progressivamente amplierà il range da 115 a 240 cv. Il cambio preferito (e vivamente consigliato), nemmeno a dirlo sarà l’ottimo Dsg, l’automatico a doppia frizione già montato su molti modelli del marchio tedesco. Infine, la Tiguan ha fatto un bel passo avanti anche sul tema della connettività: dalla “banale” chiamata d’emergenza ai notiziari sul traffico online, dalle informazioni sui parcheggi (in Italia per vedere questa utile opzione funzionare ci vorranno secoli), fino alle App che integrano smartphone e tablet nei sistemi di infotainment di bordo.

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