Ultimo aggiornamento  23 aprile 2019 08:00

Alpine A 110, guida da spasso.

Roberto Sposini ·

Il dilemma potrebbe porsi. La Vision concept, ossia la nuova Alpine, sta per tornare, col telaio in alluminio e il motore centrale derivato dal millesei turbo della Clio RS. Ma perché non comprarsi una Alpine d’epoca e spendere mediamente 80mila euro? O vale la pena aspettare la nuova (prenotabile, si dice, dall’autunno prossimo) e risparmiare circa 20mila euro? Un bel problema… Se da una parte l’annuncio di Renault del ritorno di Alpine (l’ennesimo a dire il vero, dopo i numerosi rinvii dal 2008…) riaccende la passione e le aspettative, dall’altra è difficile immaginare che il nuovo modello regga il confronto con l’originale. Leggera, potente, sinuosa e selvaggia, l’Alpine 110 del 1962, quella originale, quella dei trionfi sul Col de Turini, al rally di Montecarlo nei primi anni Settanta non è replicabile facilmente.

Era piccola, leggerissima col telaio monotrave e la carrozzeria in vetroresina. E il suo motore, rigorosamente posteriore come sull’avversaria di sempre Porche 911, dall’originale mille da 50 cv divenne negli anni sempre più prestazionale, fino al milleotto da 180 cv della versione che chiuse la produzione nel 1977. Da guidare era uno spasso: trazione posteriore, abitacolo primordiale, sedilini small size, un sound che arrivava alle spalle come un urlo che stordisce e una disposizione dei pesi che era un’istigazione al traverso, l’inno dei sovrasterzi (quando non sfociavano in testa coda improvvisi e incontrollabili…).

L’Alpine era un’auto per gente col manico. La nuova di certo non potrà replicarne la purezza, il divertimento. Né il fascino. E allora perché non mettersi a cercarne una originale? Avviso: non è una missione facile. Se ne trovano poche e i prezzi vanno dai 50 agli 80 mila euro. Ma trovare una millesei dell’inizio anni 70, con il 4 cilindri millesei da 140 cavalli (se vi sembrano pochi pensate che quella versione pesava meno di 700 chili, oggi una Clio ne pesa 1.000…) sarebbe davvero bello. Non cercatela in Italia, dove è rarissima. Ma guardate in Svizzera e in Francia dove il mercato dell’usato riserva ancora qualche buon affare.

Ti potrebbe interessare

· di Luca Gaietta

La vettura che segna il ritorno del marchio di Dieppe è protagonista al Salone dell’Auto di Torino - Parco Valentino con una edizione limitata a 1.995 unità