Ultimo aggiornamento  25 agosto 2019 04:15

Palermo città del futuro presente.

Marina Fanara ·

Una città dove da tempo si respira aria di nuovo, dove si è già cominciato a combattere smog e congestione a suon di tecniche di mobilità alternative e rispettose dell’ambiente. E così che Palermo si appresta a diventare la più moderna metropoli del sud dello stivale. Solo un’ambizione? Le premesse sembrano esserci tutte. Il capoluogo siciliano vanta, per esempio, la più consistente flotta pubblica di auto in condivisione e si sta attrezzando per diventare una delle città più “ciclabili” d’Italia. Una mini rivoluzione è in atto anche sul fronte del trasporto pubblico, con il varo di un nuovo tram e di una serie di linee di superficie, con bus altamente ecologici). In attesa della nuova Ztl nel cuore cittadino, che ha debuttato il primo di aprile.

Il Comune: pedalare gente, pedalare...

Al capezzale di una delle città più malate di traffico e inquinamento, Palazzo dei Normanni ha deciso di usare il bastone e la carota. E se la linea dura suscita non pochi mugugni tra i tanti palermitani che vivono o entrano ed escono ogni giorno dal cuore della città (all’interno del centro storico niente auto vecchie, mentre anche i residenti dovranno pagare il “pedaggio”), il Comune ha messo sul piatto forme di mobilità “dolci, convenienti, pulite e altamente innovative”. Come l’uso della bici, privata o condivisa, su circuiti protetti.

“Nel giro dei prossimi 18 mesi – spiega Giusto Catania, l’assessore alla mobilità – avremo una rete ciclabile degna di questo nome, 100 chilometri dagli attuali venti”. E poi, il bike sharing. Un servizio implementato di recente e che oggi può contare su 400 bici tradizionali più altre 20 a pedalata assistita e 37 parcheggi dove prendere e riconsegnare i mezzi dopo l’uso (in sette di questi stalli si possono ricaricare le batterie). Dal bike al car sharing. Anche l’auto condivisa sta riscuotendo un alto indice di gradimento: 3.000 gli abbonati che si spartiscono una flotta di 126 automobili, di cui 24 elettriche (Renault Zoe). Il piano d’attacco per la modernizzazione della città, infatti, punta a “ridurre almeno del 35% la morsa del traffico che da anni soffoca Palermo – sottolinea Catania - abbiamo stimato che ogni giorno il traffico veicolare, tra residenti e pendolari, si aggira sulle 600 mila auto. Di queste, circa il 30% ha come destinazione il centro. Ed è questa tipologia di spostamenti che vogliamo disincentivare”.

Ma, senza lasciare la gente a piedi. E così, il ventaglio delle offerte per una mobilità integrata, pulita e alternativa all’auto privata, passa anche da una rivisitazione dei servizi pubblici: dieci nuove linee di bus per servire l’area del centro storico a traffico limitato e una nuova linea tranviaria che lambisce la nuova Ztl (due fermate: stazione Centrale e stazione Notarbartolo). In più, è in costruzione un nuovo parcheggio (Parking Basile) che sarà servito da una navetta gratuita (una ogni dieci minuti) per arrivare all’ingresso del centro storico, dove sarà disponibile un’altra navetta (anch’essa gratuita e con la stessa frequenza) con destinazioni all’interno della stessa Ztl.

“Ci attendiamo grandi vantaggi da queste alternative al mezzo privato – conclude l’assessore – non solo per la qualità dell’aria, ma anche per le tasche dei cittadini: abbiamo stimato che solo l’uso del car sharing può far risparmiare a ognuno fino al 40% di costi rispetto alla macchina di proprietà”.

L’Automobile Club: si può fare di più

Anche all’Automobile Club di Palermo hanno le idee chiare. Angelo Pizzuti, il presidente , afferma che “siamo in piena sintonia con l’operato del Comune”. Ma “ci aspettiamo ancora di più. E noi siamo pronti a fare la nostra parte”. Perché, fa intendere, in nome di una modernizzazione dei servizi degna di una metropoli (e senz’altro ben accolta), i cittadini stanno pagando pesanti disagi. Come quelli della cantierizzazione (circa il 30% della viabilità cittadina) per la costruzione dell’anello e del passante ferroviario. E quelli legati all’apertura della Ztl in centro: sbarrerà l’ingresso alle auto Euro 0, 1 e 2 e imporrà un ticket al transito delle altre (eccetto mezzi e servizi a basso impatto ambientale), residenti compresi. In sintesi: in cambio di questi e altri sacrifici “per il progresso”, serve uno sforzo supplementare.

Le priorità? Due le più importanti per l’AC del capoluogo. Primo: ancora più auto condivise. “Pur riconoscendo all’Amministrazione il successo e l’impegno per quanto finora svolto dall’azienda pubblica per la mobilità (l’Amat), riteniamo che l’attuale flotta non sia ancora pienamente sufficiente a soddisfare il fabbisogno del milione di abitanti di Palermo, soprattutto in questo momento di forte cantierizzazione della città e in vista dell’apertura della Ztl”. L’AC locale (già partner del comune per la gestione dei servizi attuali di car sharing, dai parcheggi, alle tessere, agli abbonamenti) è disponibile a dare un contributo. La proposta, pare in fase avanzata, è quella di introdurre, anche a Palermo, GirAci , l’auto condivisa a basso impatto targata ACI e già operativa a Verona, Bari, Firenze, Milano.

Seconda priorità: uno sprint alle nuove piste ciclabili, fondamentali per la sicurezza. “Auspichiamo che il Comune proceda speditamente – sottolinea Pizzuto – perché ora i percorsi riservati alle due ruote sono praticamente inesistenti. E i tanti palermitani che usano la bici, per evitare di rimanere imbottigliati nel traffico, invadono le corsie preferenziali, contravvenendo alle regole del Codice, intralciando i mezzi pubblici e mettendo a rischio la vita propria e altrui”. Vi terremo aggiornati.

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