Ultimo aggiornamento  24 aprile 2019 18:20

Merkel e il milione (probabilmente) mancato.

Mattia Eccheli ·

BERLINO - L'obiettivo era ambizioso. E anche di alto profilo. Angela Merkel voleva un milione di auto elettriche in Germania entro il 2020. Ma non lo avrà, malgrado significative iniezioni di risorse per la ricerca e lo sviluppo con le quali voleva accelerare il processo di diffusione di una mobilità più “eco”. L'idea era buona, ma si è scontrata con la realtà: agli automobilisti tedeschi le auto elettriche non interessano. Perché non sono convenienti. Non ancora, almeno. E con il diesel che da queste parti costa circa un euro, faranno fatica a diventarlo.

I tedeschi, una buona parte, hanno un'anima tutto sommato verde. Sono attenti al bio, vanno in bicicletta, usano i mezzi pubblici e il nucleare non l'hanno mai digerito benissimo. Ma sono anche pragmatici. Il bio non sempre è bio, con la bici non si arriva dovunque e grazie al nucleare i prezzi dell'energia erano bassi.

Poi la svolta. Dopo Fukushima, la cancelliera ha sancito l'addio all'atomo (e adesso i grandi produttori andranno davanti alla Suprema Corte perché non vogliono pagare da soli i costi dell'uscita dal nucleare e chiedono una “compartecipazione” pubblica che il governo non vuole riconoscere) ed i Verdi, per la prima volta, hanno ottenuto la guida di un Land, il Baden-Württenberg, dove hanno sede sia Daimler sia Porsche. Il quasi 68enne governatore, Winfried Kretschman (la cui auto blu è una Mercedes-Benz Classe E 300 Bluetec Hybrid), è appena stato riconfermato con una valanga di consensi.

I costruttori nazionali producono auto elettriche e ibride plug-in che i tedeschi non acquistano. Una buona parte delle smart e delle BMW i3 a zero emissioni finiscono nelle flotte del car sharing (car2go e DriveNow). Anche qui in Germania i problemi sono sempre gli stessi: elevato costo di acquisto e scarsa autonomia. Il ministro dei trasporti Alexander Dobrindt (quello che vuole il pedaggio automobilistico autostradale, ma per i soli stranieri che gli è costato una procedura di infrazione da parte dell'UE) vuole più elettriche, favorendone l'impiego senza mettere mano al portafoglio.

Il vice ministro Sigmar Gabriel lavora ad un piano da 2-2,5 miliardi di euro che include sia il potenziamento dell'infrastruttura di ricarica sia un incentivo diretto (si parla di 5.000 euro e di un ulteriore intervento da parte delle case) all'acquisto. Il contributo era esattamente quello che tutti volevano evitare: auto nuove ma soluzione vecchia. E, forse, inutile (dal punto di vista dell'impatto sulle emissioni) e ingiusto. Perché chi si può permettere un macchinone da 80.000 euro, ancorché ecologico, forse non ha bisogno di un contributo a spese di tutti i contribuenti.

Greenpeace ha proposto di impiegare le risorse per convertire a zero emissioni il parco dei veicoli pubblici.
Naturalmente non verrà ascoltata. A fine 2015, cioè cinque anni prima della scadenza del milione, in Germania circolavano 140.000 auto elettriche, incluse quelle ibride plug-in, ad autonomia estesa ed a celle combustibili, poco meno di 24.000 delle quali sono state immatricolate lo scorso anno. La crescita rispetto al 2014 è stata del 79%, ma il milione della Merkel è lontano.

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