Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 10:54

Guida autonoma un po' più umana.

Paolo Borgognone ·

“Chi controlla il presente controlla il passato e quelli che hanno il controllo del passato tengono in mano il futuro”. Cosi diceva George Orwell in “1984” e il confine tra passato, presente e futuro, specialmente quando si parla di tecnologia, è ogni giorno più sottile. Le auto a guida autonoma sono già il presente e con molta probabilità diventeranno il futuro della mobilità.

Eppure, anche in questa rincorsa continua a scavalcare l’oggi per prendere le redini del domani, c’è chi non dimentica ieri. Potrebbe sembrare strano parlare di passato quando un gigante dell’innovazione come Toyota – con l’aiuto di un altro innovatore non da poco come Microsoft – annuncia un progetto per di più rivoluzionario. Eppure, nel comunicare la nascita di Toyota Connected Inc, un settore dell’industria nipponica che si dedicherà a nuove forme di interconnessione tra l’uomo e l’auto, lo sguardo è apparentemente rivolto più a ieri che a domani.

"Umanizzare l'esperienza di guida"

“Umanizzare l’esperienza di guida” è uno degli obiettivi dichiarati di questo nuovo colosso dell’innovazione oltre che, nelle parole del comunicato ufficiale Toyota, “aiutare a liberare gli utenti dalla tirannia della tecnologia”. Sfide interessanti ma che non hanno nulla di naif. Toyota Connected Inc rappresenta un investimento da 5 milioni e mezzo di dollari e ha lo scopo dichiarato di permeare di intelligenza artificiale le nostre auto. Questo obiettivo non si scontra con i processi di sviluppo delle auto robot, ma vuole essere un modo per recuperare l’umanità della guida, rendendo questo atto più semplice, piacevole, divertente. Più a misura d’uomo. In attesa che il guidatore sia soppiantato da un mezzo che fa da sé.

Per farlo, i due giganti studieranno insieme in un nuovissimo quartier generale ad alta tecnologia a Plano, in Texas, sede del ramo Usa della Toyota e finora luogo noto alle cronache solo per aver dato i natali al discusso ciclista Lance Armstrong. Il progetto prevede di raccogliere, leggere ed utilizzare i dati necessari per fornire ai clienti servizi telematici dedicati, capaci di riconoscere le abitudini e i gusti di ciascun automobilista, oltre a un panel di offerte diversificate e prossime ai suoi bisogni.

Una nuvola anti-ingorgo

E ancora di realizzare connessioni fra le auto che permettano ad esempio di evitare gli ingorghi, o essere preparati a fronteggiare un improvviso peggioramento del tempo e studiare polizze assicurative su misura rispetto alla frequenza dell’uso del mezzo e ai rischi connessi. Attraverso l’adozione della piattaforma cloud Azure di Microsoft, Toyota potrà estendere la sua raccolta dati a tutto il mondo, per fornire servizi, nelle parole di Kurt DelBene, Vice Presidente Esecutivo di Microsoft che “indirizzino verso la realizzazione di prodotti maggiormente personalizzati, intuitivi e sicuri”.

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