Ultimo aggiornamento  21 agosto 2019 17:33

Tavares (PSA): 26 nuovi modelli entro il 2021.

Francesco Paternò ·

Nuovi obiettivi e nuovo logo per il gruppo PSA (Peugeot Citroen DS), ormai fuori dalla crisi che nel 2014 ha portato nel capitale lo Stato francese e i cinesi di Dongfeng, con quote paritarie del 14% anche per la famiglia Peugeot, storica proprietaria. L’amministratore delegato Carlos Tavares ha chiamato il nuovo piano di rilancio “Push to pass”, rilanciando la sfida sull’onda del successo del piano precedente “Back in the race” nel quale gli obiettivi sono stati raggiunti in anticipo.

In “Push to pass”, Tavares ha indicato per il 2021 un margine operativo del 6%, il lancio di 26 nuovi modelli di auto, di 8 veicoli commerciali e di un pick up, una sterzata decisa verso la tecnologia delle connettività per i suoi prodotti e una linea di auto “verdi” (compresa nelle 26 novità) con 7 ibride plug in e 4 elettriche. “PSA deve muoversi o morire”, ha detto con tono forte Tavares, assicurando una “crescita organica profittevole” e promettendo agli azionisti un ritorno dei dividendi, gli ultimi dei quali sono stati dati nel 2011 sul bilancio del 2010.

Fatturato e nuovi modelli

Nel piano, l’amministratore delegato indica un margine operativo dell’automobile triplicato entro il 2018 rispetto al piano “Back in the race”, dal 2 al 6%, dopo il 5% del 2015. Il costruttore francese prevede poi un fatturato in crescita del 10% entro il 2018 e un addizionale 15% entro il 2021. L’obiettivo è costruito sulla base del lancio di un nuovo prodotto all’anno per ognuno dei tre marchi, Peugeot, Citroen e DS, nuovo brand di lusso nato con il nome delle celebra “Dea”, l’innovativa ammiraglia del 1955 allora con marchio Citroen. Tavares, che ha risollevato le sorti del gruppo in soli due anni tagliando drasticamente i costi (una vera ossessione) e riducendo il numero dei modelli, intende accelerare su questa strategia.

Una strada però a ostacoli. Perché PSA è ancora troppo dipendente dal mercato europeo (per il 62% delle vendite), mentre la Cina dove ha molto investito sta rallentando, il Sudamerica è un continente in crisi e il gruppo è assente dal Nordamerica. PSA ha venduto nel 2015 quasi 3 milioni di veicoli, non pochi ma nemmeno tanti per poter sopravvivere da soli, senza un’alleanza strategica o una fusione con un altro costruttore che possa garantire economie di scala, condivisione di oneri di sviluppo e investimenti sempre più massicci per tecnologie come la guida autonoma o per motorizzazioni a minore impatto ambientale. Necessarie per rispettare legislazioni in materia di emissioni sempre più stringenti.

Aperto alle alleanze

Tavares si è detto recentemente pronto a cogliere eventuali opportunità di alleanze, puntando però prima a un ulteriore rafforzamento del gruppo. Diversi analisti hanno indicato che una fusione possibile potrebbe essere con il gruppo Fiat Chrysler, ma né Tavares né Sergio Marchionne hanno mai aperto pubblicamente a questa ipotesi. Vale la regola che gli accordi prima si fanno, poi si dicono. Basta lasciare la porta aperta.

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