Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 17:55

Omicidio stradale, si può fare di più.

Marina Fanara ·

Bollettino di guerra, per l’omicidio stradale. Già all’indomani della sua entrata in vigore, in tutta Italia, si sono verificati incidenti mortali, spesso con la fuga di chi li ha provocati. Ora, alla luce della nuova legge, ci si aspetta che i responsabili di queste ennesime stragi vengano puniti in maniera esemplare rispetto al passato. E ci si augura che questo serva a promuovere un maggior senso di responsabilità, soprattutto da parte di chi, incurante delle regole, sottovaluta i rischi dei suoi comportamenti di guida. Lo sperano e lo hanno chiesto a gran voce tutti quelli che hanno vissuto sulla propria pelle questi drammi, vittime e loro familiari. E che si sono battuti per ottenere giustizia.

Il parere dell'Associazione familiari e vittime della strada

Che sia la volta buona? Ne abbiamo parlato con Gianmarco Cesari, avvocato dell’ Associazione familiari e vittime della strada (Aifvs): "Ok per la legge, ma serve uno sforzo in più per renderla pienamente efficace". Partiamo dal positivo giudizio generale. A cominciare dal sistema delle sanzioni modulate in base alla gravità dei comportamenti: "Tra chi provoca un incidente mortale per non aver messo la freccia e chi, magari ubriaco o drogato, scambia la città per un circuito di Formula 1, c’è una bella differenza. Sono entrambi omicidi colposi. Però, il primo è frutto di negligenza, mentre il secondo è un fatto criminale ed è giusto che sia punito, senza se e senza ma".

I comportamenti ancora da punire

Come chiedevate da anni, oltre all'ebbrezza grave e alla guida sotto effetto di droga, anche altri comportamenti molto pericolosi vengono puniti più severamente. Siete soddisfatti? "In realtà, tra le condotte spericolate che causano morti e feriti, da oggi sanzionate con il carcere da 5 a 10 anni, avremmo voluto includere anche le gare di velocità e l’uso dello smartphone. Questa nostra richiesta non è stata accolta. E siamo preoccupati. Le statistiche confermano quanto sia pericoloso mandare o ricevere un messaggio o chattare. La maggior parte degli incidenti avviene proprio per questa micidiale fonte di distrazione. E, purtroppo, gli italiani su questo tema non sono abbastanza sensibili. Quindi una sanzione più pesante avrebbe potuto svegliare le coscienze". Per il resto, è da promuovere a pieni voti l’aggravante della fuga: "Chi provoca un sinistro con feriti e scappa si macchia di una doppia condotta colposa, perché, in caso di trauma, la sopravvivenza dipende dalla tempestività dei soccorsi". Così come il riconoscimento delle lesioni gravi e gravissime: "Contrariamente a quanto stabilito dalle norme precedenti, ora chi ferisce gravemente una persona finisce sotto processo senza bisogno di una querela di parte".

Le perplessità continuano

Sul concorso di colpa, tanto per cominciare. La nuova legge, infatti, prevede uno sconto di pena (fino alla metà) se si dimostra una corresponsabilità della vittima o di terzi: "Una follia, ovviamente tutti tenteranno di giocarsi questa carta per “pagare” il meno possibile. Una scappatoia di gran lunga più appetibile rispetto al patteggiamento che concede al massimo un terzo di riduzione", spiega l’avvocato. Inevitabile, in tal caso, l’allungamento dei processi e l’aggravio del disagio per le vittime che dovranno faticosamente dimostrare la propria innocenza.

Infine, in materia di durata dei processi penali e per blindare i tempi di risarcimento, "abbiamo chiesto di creare una sezione penale specializzata nei reati contro la persona - conclude Gianmarco Cesari –che riguardano, oltre ai casi di incidente stradale, anche la violenza sessuale e il cyberbullismo. Per questi reati, che colpiscono in pieno la dignità della persona, pretendiamo una magistratura ad hoc che garantisca tempi certi a ogni grado di giudizio e il risarcimento danni già in fase penale, senza dover passare dai giudici civili come, purtroppo, spesso accade".

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