Ultimo aggiornamento  15 dicembre 2018 09:38

Sistemi di assistenza alla guida, sempre più diffusi.

Andrea Cauli ·

Guidare un’auto oggi è sempre più facile grazie all'ausilio delle moderne tecnologie e a molteplici sistemi di assistenza, dalla frenata di emergenza al riconoscimento dei segnali stradali e della stanchezza, dal cambio involontario di corsia al parcheggio automatico. Radar, telecamere, sensori dentro e fuori il veicolo aiutano il guidatore, forniscono informazioni, lo avvertono in caso di imminente pericolo e suggeriscono in che modo agire di conseguenza.

Negli ultimi anni questi utili dispositivi hanno trovato sempre maggiori consensi da parte degli automobilisti, tanto che in molti li hanno scelti fra gli optional necessari per i propri veicoli. Secondo uno studio della Bosch, marchio tedesco leader nel settore della ‘Mobility Solution’, analizzando le immatricolazioni del 2014 in Germania, il 20% dei quasi tre milioni di vetture nuove è stato equipaggiato con molti di questi sistemi, esattamente il doppio rispetto all'anno precedente, quando ne era dotata solamente un’auto su dieci.

Per quanto riguarda il sistema di parcheggio, lo ha montato il 52% delle nuove autovetture immatricolate in Germania (una su due), facendone di fatto il più diffuso sistema di assistenza alla guida. Il dispositivo si basa su sensori a ultrasuoni che, avvalendosi di segnali acustici, informano i guidatori della distanza che intercorre fra il veicolo e gli ostacoli durante la manovra, supportati da videocamere di retromarcia e dai sistemi di assistenza di parcheggio veri e propri. Questi ultimi sono in grado di assumere il controllo della sterzata durante il parcheggio mentre al guidatore non rimane che accelerare o frenare.

Lo studio riporta, poi, che il 6% delle vetture nuove acquistate lo scorso anno è in grado di riconoscere alcuni segnali stradali con l'aiuto di una videocamera. Nel display compare un simbolo che indica le informazioni raccolte per aiutare i guidatori, riducendo distrazione e stress, ma anche il rischio di incorrere in una infrazione al Codice della Strada. Il sistema di riconoscimento della stanchezza è stato installato nel 25% delle autovetture immatricolate nel 2014. La soluzione adottata da Bosch si avvale del sensore dell'angolo di sterzata e del servosterzo elettrico per analizzare costantemente il comportamento del guidatore e individuare i caratteristici segnali di affaticamento. In tempo reale registra le manovre brusche di piccola entità e, tenuto conto di altri fattori quali la lunghezza del viaggio e il momento della giornata, è in grado di riconoscere i segnali premonitori dell'affaticamento. Prima che il guidatore possa addormentarsi, quindi, il sistema lo avverte consigliando di fermarsi e fare una pausa.

In Europa, questi sistemi sono diffusi in maniera disomogenea. In Belgio e nei Paesi Bassi nel 2014 l’assistenza al parcheggio era montato nel 50% dei veicoli di nuova immatricolazione, nel Regno Unito nel 19%. Il dispositivo di frenata automatica di emergenza è più diffuso in Belgio - un’auto nuova su quattro – scende al 17% nei Paesi Bassi, all'11% in Spagna e al 5% nel Regno Unito. Per quanto riguarda, invece, il supporto dei sistemi di segnalazione di cambio corsia, siamo al 14% delle nuove auto in Belgio, contro l'11% dei Paesi Bassi, il 9% della Spagna e il 6% del Regno Unito.

Benché si tratti di tecnologia non proprio a buon mercato, l’adozione di questi sistemi su un numero sempre maggiore di auto consentirà di abbattere i costi di produzione e, di conseguenza, contribuire a rendere la guida più sicura. Sempre lo studio Bosch, rileva che, solo in Germania, potrebbero essere evitati fino al 72% di tamponamenti con danni agli occupanti se tutti i veicoli fossero equipaggiati di un sistema di frenata di emergenza, mentre il sistema di assistenza al cambio corsia potrebbe prevenire fino al 28% degli incidenti. Sarebbe un ottimo risultato che, una volta tanto, vedrebbe d’accordo sia gli automobilisti che le compagnie di assicurazione.

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