Ultimo aggiornamento  14 ottobre 2019 19:58

Sicurezza stradale, Polizia 2.0.

Marina Fanara ·

Suv, auto premium e dotazioni di altissima tecnologia. La nostra Polizia stradale spinge sull’acceleratore. Parola d’ordine: garantire un servizio di ultima generazione e al passo coi tempi per la tutela della circolazione e dell’intera collettività. A cominciare dal rinnovo della flotta. Nel 2017, i due terzi dei mezzi (tra auto e moto) saranno completamente sostituiti. Una modernizzazione avviata nel 2014 con l’entrata in servizio di 168 grandi Suv (le Fiat Freemont) cui ora si sono aggiunte 278 Bmw 320 d Touring (100 già in servizio e 178 in fase di consegna, prevista entro il prossimo esodo estivo) più una cinquantina di nuove super “prestanti” motociclette (sempre Bmw, con il motore che passa da 850 a 1200 cc). E, ancora: un ulteriore lotto di 500 nuove auto con le medesime dotazioni innovative è già stato programmato entro la fine del prossimo anno, quando il rinnovo del parco della Stradale raggiungerà le 900 unità.

Operazione immagine? Non solo. Più che un restyling, questa è “un’operazione di sostanza”. Proprio per dare prova di “maggiore efficienza e affidabilità” della polizia, e “non solo per garantire la sicurezza sulle strade, ma anche la tutela dell’intero ordine pubblico”, hanno scandito Roberto Sgalla, direttore centrale Specialità della Polizia (sezione che comprende oltre alla Stradale, la Polizia Ferroviaria, Postale, di Frontiera), Giuseppe Bisogno, direttore del servizio Polizia stradale e Michele La Fortezza, a capo del compartimento Lazio sempre della Stradale. Un’accelerazione del processo di adeguamento alle nuove tecnologie che, di fatto, per stessa ammissione dei responsabili della polizia, dovrebbe aver colmato il ritardo accumulato in passato in fatto di approvvigionamento e nuove dotazioni di sicurezza. Vediamo le novità.

Comunicazione al top

Oltre al tradizionale allestimento (dalla capienza del bagagliaio in grado di ospitare cartelli, estintori, cavi di traino, etilometri, ecc…), le nuove autovetture sono tutte dotate di un pannello a messaggio variabile posto sul tettino, con tanto di led e altoparlanti per dialogare in tempo reale con l’utenza e fornire tutte le informazioni utili (incidenti, code, particolari situazioni di traffico, deviazioni della circolazione, ecc…). Altro salto generazionale è il computer di bordo: il monitor fisso si “trasforma” in tablet. Così gli agenti, anche fuori dall’abitacolo, grazie al dispositivo mobile, possono disporre di tutte le informazioni in tempo reale sui veicoli e sulle persone, tramite il collegamento alle banche dati (compreso il cervellone dell’Ania per la verifica della copertura assicurativa) e di mantenere il dialogo costante, e non intercettabile, con la sala operativa. E, ancora, sistema di geolocalizzazione immediata delle pattuglie su cartografia digitale e una telecamera a bordo ad alta definizione (Action cam) in grado di “fotografare” ogni avvenimento su strada e fornire un utile supporto per la ricostruzione di un incidente o per attività investigative.

Un rinnovamento “epocale”, lo ha definito, Roberto Sgalla, perché passare da “cordella a gessetto a una strumentazione elettronica per la ricostruzione di un incidente permette di abbattere i tempi di ingombro di una strada con risparmi di tempo e denaro per l’intera comunità”. Il messaggio è chiaro: nuove autovetture e dotazioni d’avanguardia più sicure, pratiche ed efficienti si traducono in maggiore tutela del territorio (compresi gli stessi agenti) e “prevenzione dell'incidentalità mortale che, purtroppo, nell'ultimo anno è tornata a crescere”, ha sottolineato il responsabile delle unità speciali della Polizia. “Il nostro obiettivo è di raggiungere, entro il 2020, quello che l'Unione europea ci chiede: al massimo, 2000 morti sulle strade. Unendo nuove tecnologie e costante impegno sarà possibile ottenere quanto ci siamo prefissati”.

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