Ultimo aggiornamento  17 febbraio 2019 02:14

Metti il vento nel motore.

Paolo Borgognone ·

Trarre forza, energia, dal vento; lavorarla, manipolarla, trasformarla in movimento. Renderla amica dell’ambiente, costruire una società pulita, non inquinata, verde, a misura di futuro. Sembra un sogno, una serie di sogni anzi e invece, passo dopo passo, si sta trasformando in una realtà concreta, quasi a portata di mano. Lo sanno bene nel lontano Giappone, terra di natura e di energia, dove il nuovo, eccitante, balzo in avanti verso una società più verde sta per essere compiuto grazie alla sinergia tra uno dei giganti industriali del Paese, la Toyota, alcune municipalità e il Ministero dell’Ambiente.

Il progetto è quello di utilizzare una parte dell’energia prodotta dalla gigantesca pala eolica sperimentale di Yokohama – chiamata Hama Wing – nella Prefettura di Kanagawa, alle porte della capitale Tokyo, per produrre idrogeno, scindendone la molecola dall’acqua. Una volta prodotto idrogeno un apposito camion – anch’esso alimentato con la stessa fonte di energia – lo trasporterà presso una fabbrica, un mercato all’ingrosso e due magazzini; qui l’idrogeno diventerà il carburante nei motori di dodici carrelli elevatori , realizzati dalla Toyota e presentati nel febbraio 2016, utilizzati nelle più svariate attività lavorative quotidiane.

I quattro impianti presso i quali si muoveranno i muletti ad idrogeno, 3 per ogni sito, sono una fabbrica – la Krinn Brewery di Yokohama City- un mercato all’ingrosso di ortofrutta nella stessa città, il Nakamura Logistic Center e un centro di distribuzione merci nella prefettura di Kawasaki. Ai dodici muletti prodotti dalla Toyota verranno assegnati compiti differenti, dal trasporto di materiale pesante ad un uso frequente e su distanze brevi, su fondi diversi e nell’industria del refrigeramento.

Il risultato dell’esperimento – che vedrà la luce all’alba del 2017- è quello di dimostrare come si possa inseguire davvero il sogno di una società a emissioni zero. Rispetto ai carrelli elevatori a gasolio e a quelli elettrici, infatti, questi dodici muletti ad idrogeno abbatteranno di oltre l’80 per cento le emissioni di CO2.

Lo studio, inoltre, servirà ad analizzare e – si spera – a ridurre i costi della produzione di idrogeno anche attraverso la creazione di un sistema produttivo e di distribuzione su larga scala e a illuminare su quali siano i passi legislativi necessari per rendere più fluida e semplice la creazione di impianti dedicati.

Tra i vantaggi che si spera di ottenere con questo esperimento anche la facilità di ricarica dei muletti ( si parla di tre minuti per un “pieno” di energia , a fronte delle sei/otto ore necessarie per le batterie piombo- acido) e la durata dell’utilizzo che, secondo i costruttori, può raggiungere le otto ore consecutive.

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