Ultimo aggiornamento  22 luglio 2019 01:47

OnStar, la Opel adotta subito il pulsante automatico di emergenza.

Andrea Cauli ·

Mai più da soli in auto, un ‘angelo custode’ veglierà su di noi ed interverrà in caso di incidente, guasto, furto o per indicarci la ‘retta via’. E’ sbarcato da pochi mesi in Italia e in altri 12 Paesi europei sulle Opel il servizio di emergenza OnStar sviluppato in America dalla casa madre General Motors. Una scelta in anticipo rispetto alla Direttiva Europea che obbliga l’eCall di serie, il pulsante d’emergenza, su tutti i veicoli nuovi a partire dal 31 marzo 2018.

L'OnStar è un servizio di connettività e assistenza personale con chiamata automatica d'emergenza in caso di incidente, dotato di moltissime altre utili funzioni. Adottato per la prima volta sulla nuova generazione della Opel Astra, sarà disponibile presto su altri modelli. Di serie nelle versioni più ricche, optional con un costo di 500 euro dove non lo è, tutti i servizi sono gratuiti per 12 mesi, poi in abbonamento.

I pulsanti per contattare l'assistenza sono semplici da trovare essendo posizionati nella console centrale o, in alcuni modelli, nei pressi dello specchietto retrovisore interno. Il sistema si aziona in automatico in caso di incidente grave (Automatic Crash Response), quando si attiva un airbag, ed allerta i soccorsi. Un consulente contatta il veicolo per capire se è necessario un intervento e, in assenza di risposta, una squadra di emergenza viene inviata sul posto tramite il Gps mentre l'operatore resta in linea fino a quando non giunge sul luogo dell'incidente.

Grazie alla funzione Emergency Services, guidatore, passeggero o chiunque altro presente nella vettura, premendo il pulsante di emergenza sarà in grado di mettersi in comunicazione con un consulente in grado di contattare i vigili del fuoco, la polizia o i servizi medici di emergenza e guidarli fino al veicolo. Ma non solo: chi possiede uno smartphone può collegarsi al proprio veicolo tramite una app che consente di visualizzare i dati dell’auto ed intervenire da remoto, come localizzare a distanza la vettura, ma anche bloccare/sbloccare le porte, accendere le luci oppure fornire assistenza in caso di furto.

Il ‘magico’ pulsante di colore blu è diventato il compagno di viaggio più prezioso in grado di aiutarci a risolvere qualsiasi problema, anche quello di trovare un ristorante o la farmacia più vicina. Premendolo, in pochi secondi verrà visualizzata sul display dell’auto la destinazione e il percorso più veloce. Niente paura, poi, se si dovesse accendere una spia luminosa dal simbolo incomprensibile sul quadro strumenti: sempre schiacciando lo stesso tasto dal call-center una voce identificherà il guasto e ci indirizzerà all’officina più vicina. OnStar ci consente anche di fare un check gratuito dell’auto, in pochi minuti e in qualsiasi momento, verificando la pressione delle gomme, il livello dell’olio motore, il carburante residuo o la data del prossimo tagliando.

OnStar ha già circa 7 milioni di clienti negli Stati Uniti, in Canada, Cina e Messico, riceve in media 185.000 chiamate al giorno (due al secondo) e risponde automaticamente ogni mese a quasi 5.000 incidenti automobilistici in tutto il mondo grazie al lavoro dei consulenti 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno.

La tecnologia di assistenza agli automobilisti, nata nel 1996 con l’obiettivo di mettere in comunicazione i veicoli, oggi si è sviluppata ed è in grado di offrire una molteplicità di servizi per la sicurezza, l’incolumità e il comfort degli automobilisti, condizioni assolutamente irrinunciabili su auto moderne.

Anche altre case automobilistiche offrono analoghi sistemi di emergenza automatici che adottano un funzionamento simile come la Ford con Sync Emergency Assistent (mediante la normale rete del telefono cellulare), la Bmw con l’Assist Advanced eCall, la Citroen con la Localized Emergency Call e la Peugeot con il Connect SOS.

La Commissione Europea ha stimato, recentemente, che se tutte le vetture fossero equipaggiate con un sistema di chiamata di emergenza, nel Vecchio Continente si salverebbero circa 2.500 vite ogni anno e il numero di persone gravemente ferite si ridurrebbe del 10-15%.

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