Ultimo aggiornamento  18 febbraio 2020 10:36

La tua auto ha quattro o cinque ruote?

Andrea Cauli ·

Uno dei tanti sinonimi che si possono utilizzare per definire una autovettura è il termine quattro ruote, ma - a voler essere pignoli - non è propriamente corretto. Ancora oggi la maggior parte dei modelli, infatti, ha in dotazione cinque ruote: c’e anche quella di scorta! Ben riconoscibile se posizionata sul portellone posteriore di alcuni veicoli 4X4 (come non accade quasi più per motivi di estetica), invisibile su quasi tutte le altre auto perché all’interno del portabagagli o nascosta sotto il pianale. Resta ‘dimenticata’ nel veicolo fino a quando non si incappa in una foratura, un evento, per fortuna, sempre più raro grazie al miglioramento delle condizioni e della pulizia delle strade, all’evoluzione tecnologica e alla superiore qualità degli pneumatici. Una recente ricerca ha stabilito che l’85% degli automobilisti non l’ha mai utilizzata nel corso della vita del veicolo tanto è vero che, al momento della vendita o della rottamazione, è praticamente nuova.

Ma quali vantaggi/svantaggi comporta e soprattutto quali soluzioni alternative sono state trovate oggi? La ruota di scorta ‘normale’ (o d’emergenza), identica per dimensioni alle altre quattro montate sul veicolo, su diversi modelli è ormai un optional ad un costo aggiuntivo. Il suo peso, mediamente nell'ordine di circa 20 chili, incide per l’1% di consumo del carburante, il suo ingombro occupa uno spazio che potrebbe essere utilizzato in altro modo.

Valida alternativa è costituita dal ‘ruotino’ (lo dice la parola stessa = ruota di piccole dimensioni), ideato originariamente per vetture sportive che a causa del bagagliaio ridotto non erano in grado di ospitare una ruota di dimensioni normali. Oggi è adottato dalla maggior parte dei modelli di utilitarie. Ha il vantaggio di essere più economico, ha battistrada più stretto e cerchio in acciaio, ma attenzione: è omologato per circolare solamente a velocità ridotta (max 80 km/h).

Altra soluzione è il kit di riparazione: è costituito da un piccolo compressore ad aria e da una bomboletta di liquido sigillante che deve essere iniettato, tramite la valvola, nello pneumatico forato. Questo kit ha l’innegabile vantaggio di non costringere chi ha bucato a dover smontare la ruota e quindi a sporcarsi le mani. Inoltre è economico, semplice da usare, pesa e ingombra poco. Di contro rappresenta una soluzione provvisoria e consente brevi percorrenze, essendo in grado di riparare solo le forature provocate da un piccolo chiodo.

Grazie alle moderne tecnologie in campo automobilistico, tuttavia possiamo anche fare a meno della ruota di scorta: la soluzione è costituita dagli pneumatici ‘run flat’. In caso di foratura, anche se sgonfi, riescono a sostenere il peso della vettura (si deformano solo leggermente permettendo di continuare la marcia per diversi chilometri), in quanto sono dotati di rinforzi interni alle spalle laterali che gli consentono di risultare più resistenti e rigidi rispetto a uno pneumatico tradizionale. Qualche svantaggio, però, lo riservano anche loro: sono più costosi (a partire da un buon 20%), nella gran parte dei casi non sono riparabili ma devono essere sostituiti, possono influenzare il comfort di marcia essendo più rigidi, necessitano di cerchi appositamente studiati anche per non deformarsi in caso di urti contro marciapiedi o buche. Tutte le vetture equipaggiate con pneumatici ‘run flat’ - così come previsto dalla legge europea entrata in vigore il 1° novembre 2012 - devono poi essere dotate di un dispositivo che rilevi la pressione degli pneumatici e avverta tempestivamente il conducente in caso di diminuzione della stessa.

Nel caso si acquisti un’auto nuova o usata è buona norma controllare quale dispositivo adotta in caso di foratura. Se fosse dotata di ruota di scorta normale o di ruotino, bisogna ricordarsi di verificare periodicamente che sia alla pressione corretta (riportata sul libretto di istruzioni del veicolo). Nella malaugurata e sfortunata occasione di dover sostituire uno pneumatico, per l’automobilista l’incubo peggiore sarebbe quello di constatare l’inutilità di quello di scorta in quanto sgonfio. Non gli rimarrebbe altro da fare che chiamare il soccorso stradale, con un aumento dei costi da sostenere, rammaricandosi di essersi dimenticato - all’ultimo controllo della pressione delle gomme - che la sua auto ha cinque ruote e non quattro.

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