Ultimo aggiornamento  18 settembre 2019 11:58

La piaga dei sinistri a rischio frode.

Marina Fanara ·

Sono lo spauracchio degli automobilisti onesti che hanno la sfortuna di vivere in zone d'Italia dove il vizietto di raggirare le assicurazioni è più alto che altrove. Per colpa delle famigerate truffe alle compagnie, insomma, ancora oggi una buona parte dei cittadini deve sopportare tariffe ben più alte della media per l'assicurazione obbligatoria dell'auto. Un problema, quello delle frodi, che spesso si associa ad altri gravi fenomeni che pesano su tutta la collettività. Perché proprio lì, dove è più alto il numero delle truffe, fa intendere Alessandro Santoliquido, direttore generale di Sara assicurazioni (società del gruppo Aci) e presidente della Commissione auto dell'Ania, si registra anche il più alto numero di veicoli senza assicurazione o il ricorso a compagnie assicurative, forse più economiche, ma del tutto fuorilegge. Morale della favola: vuoi per necessità (le tariffe per la copertura obbligatoria sono insostenibilmente alte), vuoi per la cattiva abitudine di aggirare le norme, a rimetterci, come al solito, sono sempre gli automobilisti onesti.

Italia a due velocità

Sono proprio le regioni che registrano un'economia più depressa e una disoccupazione più alta (specialmente tra i giovani e specialmente in questi anni di crisi) rispetto alle più ricche regioni del Nord che si piazzano in pole position nella classifica dei sinistri a rischio frode. Secondo gli ultimi dati dell'Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni), nel 2014, il poco edificante primato va, ancora una volta, alla Campania dove quasi un incidente su due è risultato "sospetto". In dettaglio, su 228.822 sinistri denunciati alle assicurazioni, quelli a rischio frode sono stati 99.597, ben il 43,5%. A seguire, Calabria (26,6% sul totale), Puglia (26,1%), Molise (23,1%), Basilicata (22,1%), Sicilia (22,1%), Abruzzo (19,6%). Le regioni più virtuose? Valle d'Aosta con 1.058 sinistri (il 12,7%) poco convincenti per le compagnie su un totale di 8.346 sinistri denunciati, Veneto (12,8%) e Lombardia (13,7%). A onor del vero, a favore dei tanti automobilisti onesti che abitano nelle regioni del Mezzogiorno, non si può certo affermare che al Nord abbiano tutti la coscienza immacolata. "Considerando alcune eccezioni - ci tiene a precisare Santoliquido - non brilla per onestà la parte alta della Toscana che si distingue per i sinistri sospetti con danno alle cose e il Triveneto per le microlesioni". Insomma, la tentazione di inventare un incidente per farsi riparare a sbafo delle compagnie il parafango che abbiamo ammaccato contro un muretto o il colpo di frusta fasullo dopo un banale tamponamento, è forte anche in parti dello stivale apparantemente al di fuori di ogni sospetto. Ed è, in generale, un vizietto che in Italia resta molto gettonato. Perché, nonostante il calo degli incidenti (ampiamente documentato dalle statistiche Aci-Istat), in proporzione, le richieste di risarcimento per sinistri a rischio frode aumentano. Lo confermano ancora una volta i dati riportati nell'ultima relazione antifrode dell'Ivass: nel 2014, rispetto al 2013, i sinistri denunciati sono in frenata del 7% a fronte di un aumento dell'8,5% di quelli (molto) poco convincenti.

Tag

Assicurazione  · Incidenti  · Italia  · Legge  · Servizio  · 

Ti potrebbe interessare