Ultimo aggiornamento  23 febbraio 2019 05:57

E luce sia. L’evoluzione dei fari: dalle candele ai LED.

Paolo Benevolo* ·

Proiettore Multibeam Led

L’esigenza di segnalare la presenza del proprio veicolo, soprattutto in ore notturne o in condizioni atmosferiche avverse, e di rendere nello stesso tempo visibile al guidatore la sede stradale, rimanda agli albori della motorizzazione. Oggi l'efficacia dell'illuminazione dei veicoli sono una nuova urgenza, conseguenza diretta dell’aumento del traffico e delle velocità medie dei mezzi di trasporto, con tutti i rischi connessi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada.

Non a caso, già nella seconda metà del ‘700, i fanali avevano fatto la loro prima apparizione sulle carrozze trainate dai cavalli, assumendo ben presto non solo funzioni di sicurezza ma anche di veri e propri accessori qualificanti.

Nell'epoca pionieristica dell’automobile per l'illuminazione dei veicoli furono inizialmente utilizzate le classiche lanterne già in uso sulle carrozze, con una candela di cera situata all'interno di una struttura in lamiera. Per evitare il pericolo di incendi le lanterne erano dotate di un dispositivo di espulsione automatica con una molla a spirale. In seguito venne il turno delle lampade al carburo, alimentate con combustibile gassoso, note anche come “lampade da miniera”. In entrambi i casi, nonostante la presenza di vetri di protezione, la fiamma era continuamente esposta al rischio di colpi di vento e di infiltrazioni d’acqua.

I fari elettrici, con lampadine ad incandescenza, furono introdotti nell'industria automobilistica solo a partire dal 1908. Nei decenni successivi, fin quasi agli anni ’50, la ricerca tecnologica si concentrò soprattutto nel rendere i fari sempre più piccoli e funzionali, con forme integrabili ai frontali sempre più aerodinamici delle vetture. Nel 1955 fecero il loro debutto in Francia le luci orientabili, mentre nel 1957 l’evoluzione dell’illuminotecnica, in Germania, portò all’esordio della luce anabbagliante asimmetrica, per ridurre l'abbagliamento del traffico incrociante, mediante cunei di luce di forma diversa per la corsia di marcia del proprio veicolo e per quella opposta.

I fari alogeni iniziarono ad imporsi sulle autovetture a partire dalla metà degli anni ’60, offrendo una luce più bianca e un migliore rendimento luminoso grazie alle particolari sostanze gassose contenute nel bulbo della lampadina ad incandescenza. Nella loro costante evoluzione (dalle prime lampadine monofilamento agli alogeni H4 a doppio filamento con anabbaglianti e abbaglianti in un’unica scatola e agli alogeni H7 monofilamento alloggiati in due scatole separate) i fari alogeni sono diventati lo standard di riferimento per la maggior parte delle auto in circolazione.

I fari allo xeno

Risale al 1992 l’avvento dei più performanti fari allo xeno, gas nobile altamente compresso in una camera di combustione di dimensioni ridotte in vetro di quarzo, trasformati in seguito in bixeno nel 1999 racchiudendo in un’unica lampada anabbaglianti e luci di profondità. Considerata la forte luce prodotta, a partire da un’intensità luminosa di 2.000 lumen si è reso necessario dotare le auto di un impianto lavafari e di un sistema di regolazione automatica dell’assetto dei fari, al fine di prevenire l’abbagliamento del traffico incrociante.

I LED (light emitting diode) sono stati utilizzati a partire dall'inizio degli anni ‘90 come terza luce di stop e dal 2004 come luci diurne. I primi fari LED High Performance di serie sono stati introdotti sulle autovetture nel 2008 e rappresentano attualmente il top di gamma del settore. I LED sono semiconduttori (diodi) che hanno la funzione di permettere il passaggio della corrente elettrica in una sola direzione, bloccando quella che scorre in direzione inversa. Al passaggio di una minima corrente questi componenti emettono una luce priva di infrarossi e ultravioletti, accendendosi immediatamente. L'involucro di materiale sintetico che li avvolge stabilisce la caratteristica di propagazione della luce prodotta. A causa del flusso luminoso relativamente basso diversi LED vengono raggruppati in unico faro.

Da alcuni anni, inoltre, si è iniziato ad equipaggiare le vetture con fari “Multibeam LED”, in cui i singoli LED vengono comandati individualmente tramite un software per consentire una libera configurazione della luce dei proiettori. Alla maggiore efficienza dei fari a LED, dunque, si aggiungono ulteriori vantaggi anche dal punto di vista estetico: le case costruttrici possono infatti abbandonare le classiche forme dei fari e sviluppare un design delle luci personalizzato.

Sperimentati con successo nel mondo dei truck, da quest’anno i fari principali a LED sono stati introdotti per la prima volta da Mercedes-Benz e Setra anche sugli autobus turistici e urbani di ultima generazione. Un debutto internazionale a cui il periodico ACI Onda Verde dedica nel numero di marzo-aprile un ampio approfondimento tecnico.

*Direttore responsabile Onda Verde

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