Ultimo aggiornamento  17 settembre 2019 21:18

Distrazione al volante, pericolo costante.

Marina Fanara ·

Vada per il cellulare, il tablet, gli sms, il navigatore, l’autoradio. Le fonti di distrazione al volante sono in agguato e, purtroppo, possono diventare letali. Ma oltre a questi killer “conosciuti” (la distrazione, secondo gli ultimi dati Aci-Istat, con oltre il 20% di sinistri, è la prima causa di incidente), anche l’ira può provocare un disastro. Soprattutto quando ad andare su tutte le furie è una persona che, fuori dall’abitacolo, è la più bonacciona del mondo. A parlarci del fenomeno è Fabio Lucidi, docente di Medicina e Psicologia dell’Università La Sapienza di Roma, esperto in comportamenti determinanti per la sicurezza stradale. Ecco come ci spiega alcuni aspetti legati alla distrazione alla guida.

Cosa può succedere quando ci si distrae al volante?

Innanzitutto, si commettono errori madornali rispetto a quelli che sono comportamenti di guida corretti. Non a caso, gli esperti in materie si esprimono in termini di “lapses”, errori, sbagli, tradotto dall’inglese. Dovuti a due specifiche categorie di “distrattori”: interni ed esterni. Per distrattori interni si intendono tutte quelle situazioni legate allo stato psicofisico del soggetto che compromettono la sua capacità di concentrazione e la sua prontezza di riflessi. Può avere la testa da un’altra parte o un senso di sonnolenza. I fattori esterni intervengono, appunto, quando si parla al cellulare (tanto più senza dispositivi), si manda o si riceve un sms, si chatta o, più semplicemente, si cerca qualcosa nel cruscotto. Certo, oggi, le auto sempre più tecnologiche - ben venga la tecnologia, ma bisogna saperla gestire - sono continua fonte di distrazione. Certo è, come confermano molte ricerche, in particolare al volante, questi lapses legati ai distrattori di cui parlavo sono spesso e volentieri responsabili di sviste clamorose da parte del conducente. Perché, quando è distolto dalla guida, non riesce a cogliere alcuni elementi sulla strada, ne trascura l’importanza oppure omette di compiere azioni determinanti per marciare in sicurezza.

Per esempio?

I casi più classici sono quelli di chi si scorda di mettere la freccia prima di girare o di controllare gli specchietti prima di iniziare un sorpasso. Poi c’è chi arriva addirittura a non “vedere” un ostacolo sulla strada. E questo fenomeno è sicuramente correlato all’esperienza del guidatore.

In che senso?

Chi è alle prime armi non ha ancora acquisito una guida in automatico. Fa una fatica enorme a mantenere l’attenzione sulla strada e a espletare una serie di operazioni che, in questa fase, sono “volontarie”, non spontanee. E, visto che alcune manovre (come appunto azionare la freccia, guardare gli specchietti o mettere la marcia e spingere la frizione) non gli vengono ancora in automatico - come al guidatore esperto - si concentra su alcuni di questi aspetti questi e trascura altri elementi fondamentali, fino ad arrivare a non vedere un ostacolo sulla carreggiata o un pedone che attraversa improvvisamente la strada.

Detto questo, parliamo di chi perde clamorosamente le staffe al minimo sgarbo. Che può succedere stando alla guida?

Premessa: numerose indagini scientifiche condotte dalla mia équipe hanno circoscritto una specifica tipologia di automobilisti che si arrabbiano molto, ma solo quando sono al volante. Sia ben chiaro: per il resto non sono persone aggressive, prepotenti, prevaricatrici o che cercano la lite alla minima scusa. Non a caso, vengono identificate come “Driving hunger”. Questi soggetti non hanno la minima tolleranza davanti al comportamento di un altro automobilista che loro stessi percepiscono come aggressivo. E magari non lo è. O non è intenzionale. In queste persone basta un nulla, una precedenza non rispettata, il non partire immediatamente al verde, un parcheggio che secondo loro gli è stato “soffiato”, per andare su tutte le furie e perdere letteralmente le staffe. Peccato che, e lo dimostrano i risultati delle nostre ricerche, questa collera esplosiva, all’interno del fenomeno incidenti, assuma il contorno di un buffo contrappasso. Nel senso che provoca distrazione, diventando concausa o anche fattore scatenante di un sinistro. Pensiamo solo a chi si sporge dal finestrino strombazzando, gesticolando e urlando al suo vicino. In preda a una collera così ceca, sarà difficile per lui evitare lo scontro con chi davanti si ferma al rosso.

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