Ultimo aggiornamento  13 dicembre 2019 22:35

Moto, come scegliere il casco.

Andrea Cauli ·

Il casco da moto svolge una funzione vitale per chi lo indossa: contiene e protegge la testa. Per avere la massima efficacia, però, deve essere della taglia giusta e con il sistema di chiusura correttamente agganciato sotto il mento, l’errato utilizzo è estremamente pericoloso: in caso di incidente può sfilarsi causando gravi danni. In Italia nel 1986 è entrata in vigore la normativa che sanciva l'obbligo d'uso del casco per conducenti e passeggeri di moto e scooter sopra i 50 cc, per i ciclomotori l'obbligo era limitato ai soli minorenni e nel febbraio del 2000 è stato esteso anche agli over 18.

A prescindere dalla comodità, se è vero che protegge da insetti, dal rumore, dal freddo, dal vento e dalla pioggia, contribuisce a salvare la vita. In commercio ne esistono di varie tipologie: a scodella (dichiarati fuorilegge dal 2012, non si possono più utilizzare, avevano una efficacia davvero minima non essendo dotati né di visiera né di mentoniera), Jet e Demi Jet (simili tra loro, fanno parte della categoria aperti), Modulare/Apribile e Integrale (sportivo o turistico), Multifunzione (personalizzabile, può essere trasformato in aperto o integrale sulla base delle proprie esigenze, ha la mentoniera staccabile), Fuoristrada/Cross (con mentoniera sporgente e aletta parasole rimuovibile).

Nel vano sottosella

Analizziamo i pro e i contro dei vari modelli: i caschi aperti sono leggeri, si indossano con facilità e lasciano circolare una gran quantità d’aria, hanno prezzi contenuti, trovano facilmente spazio nel vano sottosella dei maggiori scooter o nel bauletto. Sono i preferiti da coloro che utilizzano scooter e motocicli prevalentemente in città o solo nei periodi estivi, di contro alle alte velocità risultano rumorosi, creano fastidiosi vortici d’aria e proteggono poco dalla pioggia e dal freddo.

I caschi integrali sono più pesanti, risultano più caldi in estate, hanno un prezzo di acquisto più elevato e non entrano nel vano sottosella. Per contro, garantiscono una maggiore protezione in caso di caduta, sono dotati di un flusso d’aria regolabile in entrata tramite le apposite bocchette ed assicurano un maggior confort acustico ed aerodinamico alle alte velocità. Sono i preferiti dai veri motociclisti.

Scegliere un casco è, quindi, una operazione importante assolutamente da non sottovalutare, rammentando che quelli più sicuri, indipendentemente dall’utilizzo, sono gli integrali, i modulari o i multifunzione. Molto dipende anche dal proprio portafoglio, (i prezzi partono da 50€ ed arrivano ad oltre 700€), ma in tema di sicurezza non conviene mai risparmiare. La decisione presa al momento dell’acquisto potrebbe fare la differenza in caso di caduta o incidente, stesso discorso vale per il casco del passeggero, (anche se occasionale), e soprattutto, per quello dei bambini (che ricordiamo possono salire in sella solo al compimento del quinto anno di età).

La comodità è decisamente un fattore molto soggettivo, la soluzione più idonea è quella di provare vari modelli, privilegiando in ogni caso quelli con le imbottiture interne staccabili e lavabili. Il casco ideale deve aderire perfettamente a tutte le parti della testa, senza provocare fastidi o pressioni in determinati punti, non deve scivolare troppo quando si muove il capo ed avere un elevato confort dal momento che sarà indossato anche per lungo tempo. Se si è indecisi sulla misura esatta, la soluzione corretta è quella di provare entrambe le taglie e scegliere quella più stretta.

I più leggeri – e costosi – sono quelli in fibra di carbonio, ma vanno bene anche se realizzati in materiali compositi, preferibilmente dotati di visierino parasole e antiappannamento.

La sigla E3

Altro elemento importante è l’omologazione. Tutti i caschi in commercio la devono avere ai sensi della normativa europea, l’etichetta cucita al proprio interno deve riportare un cerchio con la sigla E3 (se prodotto in Italia), che precede una serie alfanumerica nella quale i primi due numeri indicano la normativa (ad esempio 05 significa che è conforme alla ECE 22-05, la più recente ed attualmente in vigore in Europa), le quattro cifre seguenti identificano il test di omologazione del modello e quale tipo di test è stato eseguito: J per caschi Jet, P per quelli dotati di mentoniera protettiva, (ad esempio gli integrali), NP per i caschi dotati di mentoniera non protettiva.

Il mancato utilizzo da parte di conducenti e passeggeri è sanzionato sulla base dell’art. 171 del Codice della strada: chi non usa il casco, chi non lo allaccia e chi usa un casco non omologato in Europa, è perseguibile con la sanzione pecuniaria da 80 a 323€, è previsto, inoltre, il fermo amministrativo del veicolo per 60 giorni e la decurtazione di 5 punti nel caso di conducente maggiorenne senza casco o che trasporta passeggero minorenne senza la protezione.

Attenzione ai furti: mai lasciarlo appeso al gancio nel vano sottosella (molti scooter hanno in dotazione questo dispositivo), in caso di pioggia potrebbe bagnarsi e sarà facile preda dei malintenzionati. Il casco è creato per distribuire la pressione dovuta all’impatto della caduta su tutta la superficie, in caso di incidente o impatto anche da una altezza minima, pur in presenza di nessun segno di rottura, è consigliabile la sostituzione.

Per quanto riguarda il lavaggio è necessario attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal costruttore, non usare acqua bollente o salata, benzina, detergente per vetri o altri solventi, ma acqua tiepida con alcune gocce di sapone neutro, per la visiera adoperare un panno morbido che non lasci residui. E’ molto pericoloso perforare o tagliare la calotta esterna o l’imbottitura interna, mai ridipingerlo, né attaccare adesivi o altri articoli di qualsiasi materiale anche solo a fini estetici, nei periodi di inutilizzo, poi, riporlo in un luogo asciutto (possibilmente nell’apposito sacca in dotazione), dopo aver rimosso tutto lo sporco (insetti, sabbia, polvere ecc. ecc.), su una superficie solida e piana in modo che non possa danneggiarsi rotolando o cadendo.

In conclusione un buon casco, allacciato in maniera corretta, può fare la differenza in caso di caduta o incidente, salvando la vita del centauro o riducendo le ferite, ma alla guida delle due ruote bisogna ricordarsi di usare sempre la testa. Le ultime statistiche riguardo agli incidenti stradali, infatti, devono far riflettere: nel 2014 in Italia si sono verificati 54.966 incidenti con 55.331 feriti e 816 morti, collocando questa categoria al secondo posto in graduatoria per rischio di mortalità e lesività dopo le autovetture.

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