Ultimo aggiornamento  18 luglio 2018 10:56

Hyundai verso l'auto robot.

Valerio Antonini ·

Hyundai ha raggiunto un accordo di collaborazione con Autotalks, azienda israeliana che realizza chip per computer, compresi quelli utilizzati nel mondo automotive, in particolare per la sicurezza. L’interesse del costruttore coreano si è rivolto in particolare verso il Craton 2, un avanzato sistema con processore dual-core in grado di connettersi alla rete grazie a due modem a bassa latenza, che funzionano anche in movimento. L’intenzione di Hyundai sarebbe di montare la scheda su tutti i futuri modelli della gamma a partire dal 2021, aprendo cosi la strada a una flotta sempre più connessa e autonoma.

Chip con gli occhiali

Il chip, studiato specificatamente per i veicoli guidati dall'intelligenza artificiale, integra al suo interno il V2X - vehicle-to-everything - un sensore in grado di captare anche al di là della semplice portata visiva e quindi capace di rilevare possibili situazioni di pericolo in qualsiasi condizione meteorologica. Il sistema consente ai veicoli di comunicare fra loro e con le infrastrutture circostanti. Successivamente converte le informazioni ricevute in segnali acustici di avvertimento al guidatore.

Progressi continui 

Il gruppo coreano sta avanzando nel settore della guida autonoma. Pochi mesi fa, una flotta di 5 prototipi Hyundai, di cui 3 suv a idrogeno Nexo, ha percorso la distanza record di 190 chilometri - da Seoul a Pyeongchang, in Corea - sfruttando esclusivamente l’autoguida. Le auto robot che hanno compiuto l’impresa montano diversi sensori e video-camere. Sistemi hardware esterni che, grazie alle tecnologie studiate da Autotalks, potrebbero essere sostituiti da un solo processore in grado di avere le stesse funzioni di rilevamento in pochi millimetri di circuiti.

I fondi stanziati da Hyundai per l’operazione con l'azienda israeliana non è stata ancora confermata ma, secondo fonti interne, sarebbe quantificabile in “diversi milioni di dollari”.

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