Roma ci riprova con oBike.

Marina Fanara ·

Dopo anni di tentativi falliti, a Roma torna il bike sharing nella forma migliore: il flusso libero che permette di prendere e lasciare il mezzo in qualsiasi punto della città. Il nuovo servizio è targato oBike, la start-up di Singapore che in soli 11 mesi di attività (è nata a gennaio scorso ed è stata la prima a introdurre la formula del free floating nel sud est asiatico) oggi è attiva in 40 città di 26 nazioni, di cui 17 in Europa. L'esperienza italiana è iniziata da poco: dopo Torino, a novembre scorso, ora ha deciso di scommettere sulla Capitale.

Bike sharing Capitale

"I problemi e le complessità di una megalopoli come Roma", ci spiega Andrea Crociani, responsabile oBike Italia, "non ci spaventano. Anzi, siamo profondamente convinti che la Capitale non possa rimanere sprovvista di questo importante servizio di sharing mobility. Noi ci crediamo, così come siamo convinti di poter dare un contributo per rivoluzionare la mobilità di questa grande città".

Per ora oBike è attivo in via sperimentale nel territorio del Municipio I, in pieno centro  (comprende un'area molto vasta tra cui i rioni Monti, S. Angelo, Testaccio, Trevi, Trastevere, parte di Castro Pretorio e dei quartieri Trionfale, Ostiense ed Ardeatino) e in quello del Municipio II (Villaggio Olimpico, Parioli, Flaminio, Salario, Trieste, Villa Borghese, Villa Ada, Nomentano, San Lorenzo, Università, Verano). In questa prima fase, i cittadini avranno a disposizione 1.900 biciclette giallo ocra della start-up asiatica che potranno noleggiare tramite apposita app scaricabile sul cellulare da Google Play e Apple store.

Community anti furti

Per sbloccare la bici (provvista di antifurto e sistema di geolocalizzazione) basterà utilizzare il QR code fornito dalla stessa applicazione. Il furto è stato uno dei motivi che hanno segnato il flop delle precedenti esperienze romane di bike sharing: "Non sottovalutiamo il problema", sottolinea Crociani, "ma non ci arrenderemo per questo. A parte il fatto che disponiamo di tecnologie contro i ladri, abbiamo deciso di correre il rischio. E poi, siamo positivi, contiamo sulla responsabilità e sul senso civico delle persone che utilizzeranno il nostro servizio. Saranno proprio loro ad aiutarci perché stiamo organizzando una specie di community attraverso la quale gli utenti potranno segnalarci e denunciare eventuali anomalie: non solo furti, ma anche danneggiamenti e se qualcuno ha lasciato la bici parcheggiata male o in un posto in cui non avrebbe dovuto lasciarla".

Sosta selvaggia: occhio ai punti 

Ciò significa che una bici di oBike si può lasciare dove si preferisce (in questa fase sperimentale sempre all'interno dei Municipi I e II), a patto, però, raccomanda il gestore, di non creare ostacoli sia al traffico che ai pedoni: per intenderci non sui marciapiedi, tra le auto o addossate all'ingresso di importanti siti storici, ma, per esempio, sulle strisce bianche riservate alle bici o alle moto. Per evitare la sosta selvaggia o un uso sconsiderato del mezzo, ogni utente alla registrazione riceverà 100 punti che potranno aumentare o diminuire in proporzione all'uso, corretto o meno, del servizio. Finito il punteggio, il noleggio costerà di più. A proposito di prezzi, nel periodo di prova, si spendono 30 centesimi ogni mezz'ora più una cauzione di 15 euro rimborsabile in qualsiasi momento. Si può pagare tramite smartphone con carta di credito e PayPal.

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