Bmw-Great Wall, un'intesa a batteria.

Paolo Odinzov ·

Il gruppo Bmw sarebbe vicina a chiudere una seconda joint venture in Cina, dopo quella stretta nel 2003 con Brilliance Automotive, per la produzione di veicoli elettrici destinati al mercato locale. Forse con marchio Mini. La notizia è stata diffusa dalla Reuters, specificando che il costruttore asiatico interessato è Great Wall. La scorsa estate, il brand cinese aveva manifestato l'intenzione di acquistare Jeep da Fca, ma la cosa non ha tuttavia più avuto seguito.

Lo stop di Pechino

Pur non essendo ancora confermato dai vertici di Monaco e Baoding, il possibile accordo ha già prodotto effetti alla borsa di Hong Kong: nei giorni scorsi le azioni di Great Wall hanno avuto un aumento fino al 20%, mentre quelle della Brilliance una brusca frenata. Secondo analisti e investitori, la nuova joint venture servirebbe prima di tutto alla Bmw per allinearsi alle recenti normative del governo di Pechino: mirate a penalizzare i costruttori di auto inquinanti, premiando invece con bonus verdi la produzione di veicoli a zero emissioni o a basso impatto ambientale. Ma anche a farle guadagnare terreno sul mercato cinese nei confronti dei vari competitor.

La sfida

Al momento Bmw occupa, infatti, in Cina il secondo posto per vendite nel segmento premium, dopo Audi. Ed è seguita a stretto contatto da Daimler Mercedes-Benz, cresciuta ultimamente del 26,6% grazie ai nuovi modelli lanciati sul mercato. Anche Tesla, Ford, Daimler e General Motors hanno già fatto sapere di voler fabbricare in Cina auto elettriche.

Sarà la Mini elettrica?

Stando sempre a quanto riportato dalla Reuters, in caso di joint venture, le nuove auto elettriche verrebbero costruite a Changshu e potrebbero essere commercializzate sotto il marchio Mini, visto che proprio la Casa anglo-tedesca ha presentato allo scorso Salone di Francoforte il prototipo di un modello a batteria a zero emissioni, destinato prossimamente alla produzione in grande serie.

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