Parigi, c'è chi fa guerra alle bici.

Patrizia Licata ·

"Une journée sans vélo", ovvero una giornata senza bici: è questo lo slogan, sostenuto dall'industria automotive, con cui gli automobilisti parigini vogliono riprendersi le strade della capitale della Francia. Un giorno di pura festa per gli irriducibili delle quattro ruote, liberi di correre per le vie del centro, con l'apertura delle piste ciclabili agli scooter, rally sulla tangenziale esterna, una gara di sosia di Alain Prost al Grand Palais e pure un aumento del costo del biglietto dell'autobus e della metro per spingere tutti a prendere la macchina.

Fake news

No, non è vero. La notizia - condita con tanto di dichiarazioni della "lobby dei costruttori" dal Salone dell'Auto di Parigi e frasi della deputata di maggioranza Aurore Bergé - è solo una bonaria fake news della testata satirica francese Le Gorafi che ironizza sull'attualità.

Lo spunto è stato fornito dalla domenica a piedi che si è svolta a Parigi il 1 ottobre, una giornata in cui, dalle 11 alle 18, le auto non hanno potuto circolare (eccetto taxi e vetture con autista) entro le mura cittadine e che, satire a parte, ha davvero suscitato qualche controversia

Automobilisti in rivolta

La capitale francese, liberata dalle macchine, ha sicuramente "respirato" per un giorno, ma gli amanti dell'auto hanno protestato per una misura che considerano inutile: "E' solo una campagna contro l'automobile", ha dichiarato alla vigilia della domenica a piedi Pierre Chasseray, rappresentante dell’associazione «40 millions d’automobilistes». "Se il tempo sarà brutto diventerà la giornata senza pedoni", ha ironizzato Chasserey.

"Siamo tutti d'accordo, c'è troppo smog in città", ha continuato il rappresentante dell'associazione degli automobilisti, "ma che senso ha se le macchine si affollano nelle strade che restano aperte alla circolazione e si creano ancora più code? Meglio adottare misure progressive che accompagnano le persone a cambiare le loro abitudini di spostamento, come dei parcheggi di scambio gratuiti e custoditi alle porte di Parigi".

Linea dura

La socialista Anne Hidalgo, eletta sindaco di Parigi nel 2014, non si fa però fermare dalle proteste degli automobilisti né dalle satire sui giornali: "L'inquinamento uccide", ribatte. Proseguendo lungo la linea del predecessore Bertrand Delanoë, il primo cittadino ha moltiplicato i tram elettrici, le corsie preferenziali per gli autobus e le piste ciclabili e ha messo invece al bando dal centro i veicoli più inquinanti e chiuso diversi tratti del lungosenna alle auto. Risultato: in dieci anni traffico ridotto del 30% e emissioni di biossido d’azoto e di polveri sottili diminuite rispettivamente del 30% e 35%

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