L'auto tra Google e Deliveroo.

Alessandro Marchetti Tricamo ·

Google ha presentato a San Francisco il nuovo smartphone Pixel 2, disponibile anche in versione XL con schermo da 6 pollici. Per la cronaca arriverà in Italia a inizio novembre. Il telefono ha un’intelligenza artificiale in grado di trasformarsi in una sorta di concierge, un assistente personale in grado di rispondere a tutte le esigenze. In particolare, su richiesta, può trovare una libreria, un ristorante, una palestra e quant'altro. Basta chiedere.

Robot chauffeur nel 2020

Nelle stesse ore nelle quali Google presentava il suo Pixel 2 ero a Bruxelles. Grill Pratt, dal 2016 a capo del Toyota Research Institute dopo un passato a studiare robot per il Pentagono, mi raccontava la visione della Casa giapponese sulla guida autonoma. Sicurezza prima di tutto ovviamente (1,25 milioni di persone muoiono in strada ogni anno ed è giusto ricordarlo sempre) ma anche per l’auto, un assistente personale - chauffeur per Pratt - in grado di aiutare chi è al volante soprattutto quando è distratto. Un domani neppure tanto remoto (2020). Per sostituire completamente il guidatore, togliere pedali e sterzo ci vorranno però almeno altri 15 anni.

Guida autonoma verso il business

A quel punto però arriverà forse il vero business, più o meno nascosto, della guida autonoma: portarci dove vuole il robot. Se avremo voglia di sushi, sarà l'auto a scegliere il ristorante dove accompagnarci. Ovviamente facendo guadagnare una commissione a chi quella vettura l'ha costruita e poi venduta. Un po' come avviene oggi con le carte di credito o con app come Deliveroo o The fork. Provate a moltiplicare commissioni, anche piccole, per miliardi di volte al giorno e avrete un'idea di quanto può essere esteso il volume d'affari. Ed è lo stesso a cui punta anche Google con i suoi smartphone.

Scenario folle di una guerra commerciale in arrivo. Magari è solo un film. Tanto vale allora andare a vedere Blade Runner 2049.

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In folle
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Direttore de l'Automobile

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