Arabia Saudita, la pubblicità si scatena.

Patrizia Licata ·

Sono passati solo alcuni giorni dall'annuncio del decreto saudita che ha posto fine nel Regno arabo al divieto per le donne di guidare e già le case automobilistiche festeggiano su Twitter con messaggi indirizzati al pubblico femminile. Le cittadine dell'Arabia Saudita potranno ottenere la patente a partire da giugno 2018, ma aziende come Volkswagen, General Motors, Ford e Nissan si sono subito date da fare per celebrare lo storico traguardo e raggiungere una nuova potenziale fascia di clienti.

E' il turno delle donne

"E' il vostro turno, prendete il posto di guida", ha twittato Volkswagen con l'hashtag #SaudiWomenCanDrive e un'immagine che mostra due mani femminili chiuse a pugno come per stringere un volante. La scritta "My turn" gioca sul doppio significato della parola inglese: come sostantivo indica il "turno", l'opportunità, ma è anche il verbo che significa "girare, sterzare". "Congratulazioni a tutte le donne saudite che ora potranno guidare", ha scritto Nissan Middle East, accompagnando il tweet con l'immagine di una targa dove campeggiano caratteri arabi, la sigla GRL (girl) e la data storica: 2018. "Fategli vedere che cosa vuol dire mettersi alla guida del futuro del mondo", ha twittato Cadillac Arabia con l'hashtag #DareGreatly: Osate alla grande.  Gli occhi di una donna incorniciati in uno specchietto retrovisore su sfondo nero è l'immagine, quella che vedete anche in alto, targata Ford.

Cattive notizie per Uber?

Secondo Bloomberg, le case automobilistiche che dominano il mercato saudita per volumi di vendita sono attualmente Toyota e Hyundai: vendono specialmente i Suv, ma l'accesso alla guida del pubblico femminile potrebbe dare uno sprint ai modelli più piccoli. Uber rischia invece di subire un calo di affari: finora le donne saudite si sono dovute appoggiare a servizi di ride hailing e autisti privati per andare in giro. A proposito di autisti, si stima che ve siano 800.000 attivi in Arabia Saudita: molti potrebbero ritrovarsi senza lavoro.

E' solo il primo passo

L'entusiasmo per il decreto saudita sul pari accesso alla patente di guida, festeggiato da molte donne arabe, non deve però trasformarsi in una trovata pubblicitaria. Le case automobilistiche vedono ovviamente un potenziale mercato di milioni di clienti che entreranno nei loro punti vendita. Ma per molte attiviste la "concessione" dei reali sauditi sulla guida dell'automobile è in gran parte dettata dalla necessità di dare più autonomia alle donne affinché accedano al mercato del lavoro. L'Arabia Saudita, primo esportatore mondiale di greggio, non naviga più nella ricchezza di alcuni anni fa: nel 2008 il petrolio costava quasi 150 dollari al barile, ora il prezzo è crollato a 50 dollari e i regnanti hanno bisogno di far girare l'economia e far crescere la produttività. Per le donne saudite la vera svolta sarebbe l'abolizione delle norme sul tutoraggio che le obbligano a sottostare all'autorità di un familiare di sesso maschile - anche se per avere la patente i reali hanno assicurato che non dovranno chiedere il permesso a nessuno.

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